Il film è in programmazione al Cristal di Salò questa sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 novembre (info qui), ma anche alla Multisala King a Lonato, all’Oz e al Cinema Moretto a Brescia. Poi sarà proiettato a Riva del Garda, alla Sala della Comunità, i prossimi 20 e 21 dicembre
Trama
Anni ’80. Il tredicenne Felice è la speranza del papà, ingegnere della SIP, pronto ad investire i sudati risparmi per farlo emergere nel competitivo mondo del tennis.
Ritenendo di non essere più all’altezza di allenare il figliolo, lo affida a Raul Gatti, un ex campione, che gli promette la vittoria nei tornei estivi nazionali.
Il padre però non sa che il Maestro è appena uscito da un ospedale psichiatrico. Il viaggio sarà l’occasione per Raul e Felice di scoprire una nuova libertà.
Critica
Andrea di Stefano, complice anche la nostalgica ambientazione anni ’80, fa rivivere la Commedia all’italiana, quel cinema agrodolce, un po’ malinconico, con sprazzi di sottile ma autentica comicità, capace di fotografare implacabilmente, ma con leggerezza, piccoli vizi e meschinità, come l’ambizione di un padre di vedere il figlio diventare un campione di tennis, tema che richiama i sacrifici e le illusioni di Anna Magnani in “Bellissima”, con la sua speranza di trasformare in una star del cinema la brutta figlioletta.
Il regista torna quindi a lavorare con Pierfrancesco Favino, dopo la splendida prova di “L’ultima notte di Amore”, e lo guida in un’interpretazione sentita, in cui il mattatore Favino, perfetto nel suo altalenare bipolare tra pianto e piacioneria, accompagna la giovane rivelazione Tiziano Menichelli, che interpreta Felice, nel rocambolesco viaggio lungo un’Italia tipicamente anni ’80, tra sacchetti di gettoni telefonici, successi musicali d’epoca e pensioni economiche affacciate sul mare.
Un viaggio in auto che fa venire subito in mente “Il sorpasso” di Dino Risi, anche per il contrasto tra le due personalità dei protagonisti, l’adulto grandioso e un po’ impostore e il ragazzino rigido e serissimo (ma entrambi con il desiderio di essere accettati anche con le loro debolezze).
Una storia che riesce ad omaggiare le grandi pellicole del passato ricamando variazioni sul classico, con un Favino che dà sfogo al lato più fragile del suo personaggio per poi bilanciarlo con sguardi da seduttore seriale, con un risultato tenero e comico allo stesso tempo.
Proverbiale la scena iniziale in cui Raul conquista al telefono l’anziana segretaria di una rivista specializzata di tennis, dettandole un annuncio pubblicitario, come pure quella del caffè, offerto dalla mamma di Felice, interpretata da un’ottima Astrid Meloni, che riesce a tratteggiare, con una manciata di inquadrature, il suo personaggio di casalinga frustrata e, a malincuore, sottomessa alle ambizioni del marito.
Quest’ultimo, impersonato dal bravo Giovanni Ludeno, forse un po’ ispirato dal “Furio” di “Bianco Rosso e Verdone”, con le sue ossessioni compulsive di controllo, e accecato dai sogni di gloria e di fama, non si accorge che, probabilmente, ha ragione la figlia minore quando urla, esasperata, che il fratello non è esattamente un campione…
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Raul Gatti è l’emblema della parabola di tanti sportivi che, per un breve momento, sembravano avercela fatta e poi hanno dovuto fare i conti con la realtà, a costo di intense sofferenze; è l’altra faccia della medaglia del successo, una medaglia di cui l’ambizioso padre vede solo il lato luccicante ed accecante.
Inevitabilmente, il giovane tennista, bambino troppo responsabilizzato, troverà in Raul un amico, un padre fragile, di cui prendersi cura, un Maestro imperfetto, quasi a dire che non è nella perfezione che si può trovare la felicità, ma, ancora una volta, nel sapersi accettare (e saperlo farlo anche nei confronti degli altri), nel riconoscere i propri limiti, anche se vuol dire scoprire di non essere dei campioni ma delle “pippe” e, soprattutto, nella capacità di non prendersela, ma di saper riderci sopra.
Come diceva il famoso detto di de Coubertin, “l’importante non è vincere, ma partecipare”.
(Camilla Lavazza)
Scheda del film
regia ANDREA DI STEFANO
sceneggiatura ANDREA DI STEFANO LUDOVICA RAMPOLDI
Interpreti e personaggi
PIERFRANCESCO FAVINO Raul Gatti
TIZIANO MENICHELLI Felice Milella
GIOVANNI LUDENO Pietro Milella
DORA ROMANO La Maostra Wilma
con VALENTINA BELLÈ Claudia
ASTRID MELONI Beata Milella
CHIARA BASSERMANN Francesca
PAOLO BRIGUGLIA Gregorio
ROBERTO ZIBETTI Camillo Cecchetti
e con EDWIGE FENECH Scintilla
montaggio GIOGIO’ FRANCHINI
direttore della fotografia MATTEO COCCO
musiche originali BARTOSZ SZPAK
scenografia CARMINE GUARINO
costumi MARIANO TUFANO
sound supervisor FRÉDÉRIC LE LOUET
suono in presa diretta ALESSANDRO ROLLA
produttore esecutivo ANDREA PASSALACQUA
produttore delegato Indiana Production CHIARA LEONARDI
produttore associato STEFANO d’AVELLA
prodotto da NICOLA GIULIANO FRANCESCA CIMA CARLOTTA CALORI VIOLA PRESTIERI per Indigo Film prodotto da MARCO COHEN BENEDETTO HABIB FABRIZIO DONVITO DANIEL CAMPOS PAVONCELLI per Indiana Production
Durata 125 minuti


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