Punito per dieci metri: il caso del motociclista austriaco

ARCO - Sposta la moto senza casco per correggere un parcheggio e si ritrova con multa e fermo del mezzo: la denuncia di un turista ad Arco.

Gentile redazione,

Sono austriaco e recentemente mi sono recato ad Arco in moto come turista. Lì sono stato vittima dell’intervento più assurdo da parte di un vigile urbano che io abbia mai vissuto e dovrò sopportarne le conseguenze anche nelle prossime settimane:

Mi stavo dirigendo verso il centro, dove si trovano i parcheggi per i veicoli a due ruote. Dopo essermi fermato, essere sceso e aver tolto il casco, mi sono accorto che avevo parcheggiato sul lato della strada riservato alle biciclette, mentre i parcheggi per le moto si trovavano sul lato opposto. Ho quindi spostato la mia moto in quel punto (senza rimettermi il casco, dato che si trattava di soli 10 metri al massimo, a passo d’uomo).

In quel momento si è avvicinata una pattuglia dei “vigili locali” con le sirene accese (!) e mi ha fermato. Ho dovuto pagare una multa di 86 € e alla mia moto è stato inflitto un fermo di due mesi.

Ora quindi sono di nuovo a casa in Austria, ma la mia moto è in custodia in Italia fino all’8 luglio. Non voglio descrivervi in quali difficoltà mi ha messo, potete immaginarlo.

Ciò che mi infastidisce molto tra l’altro, è che la sola procedura amministrativa è durata due ore (tutto pagato dal contribuente italiano!). Il giovanissimo vigile urbano ha dovuto telefonare continuamente a qualche ufficio (ai superiori?) apparentemente per farsi spiegare sul da fare e/o farsi approvare il suo intervento.

Al bar lì di fronte potevano osservare tutto, sia i dipendenti che i clienti. Erano tutti sbalorditi dell’accaduto e si vergognavano per il loro concittadino in divisa.

Manfred

Linz, Austria

 

 

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