Cristian Coletti conquista la Great Wall Marathon: “Sulla Muraglia ho superato i miei limiti”

DESENZANO DEL GARDA - Il mental coach di Desenzano chiude 8° di categoria in una delle gare più dure al mondo: “Non è stata solo una sfida sportiva, ma un viaggio dentro me stesso”.

Ci sono maratone che mettono alla prova il fisico. E poi ci sono quelle che scavano più a fondo, fino a toccare la dimensione mentale ed emotiva di chi le affronta. È il caso della Great Wall Marathon, disputata il 16 maggio 2026 lungo la storica Grande Muraglia Cinese, considerata tra le competizioni più dure e suggestive al mondo.

A viverla in prima persona è stato Cristian Coletti, mental coach di Desenzano del Garda, che ha portato a casa un significativo 8° posto di categoria. Ma, come racconta lui stesso, il risultato sportivo è solo una parte di un’esperienza ben più profonda.

“Non è stata solo una maratona. È stato un viaggio dentro me stesso”, spiega Coletti, descrivendo una gara che va ben oltre la semplice prestazione atletica.

La Great Wall Marathon

La Great Wall Marathon è famosa per le sue condizioni estreme: oltre 5.000 gradini, continui cambi di ritmo, salite impegnative e discese tecniche, il tutto accompagnato da caldo, umidità e un dislivello che mette a dura prova anche gli atleti più preparati. Un contesto in cui la resistenza fisica si intreccia inevitabilmente con quella mentale.

“Ci sono stati momenti in cui il corpo ha iniziato a cedere. I muscoli si sono bloccati, le gambe non volevano più rispondere. La fatica sembrava togliere energia passo dopo passo”, racconta. “Ma è proprio lì che ho capito ancora una volta una cosa fondamentale: la mente può portarci oltre limiti che il corpo, da solo, non riuscirebbe mai a superare”.

Ogni gradino della Muraglia, simbolicamente e concretamente, si è trasformato in una scelta: fermarsi o continuare. “Sembrava che ogni scalino mi chiedesse: ‘Vuoi mollare o vuoi andare avanti?’ E dentro quella sofferenza ho trovato qualcosa di ancora più forte: la determinazione, la resilienza, la volontà di non fermarmi”.

L’arrivo

L’arrivo al traguardo assume così un significato che supera la dimensione agonistica. “Non è stata solo una conclusione sportiva, ma una vittoria personale”, sottolinea Coletti. “Il vero risultato non è la posizione in classifica, ma aver dimostrato a me stesso che, anche quando il corpo rallenta, la forza mentale può continuare a spingerti avanti”.

Un’esperienza destinata a lasciare il segno, non solo nell’atleta ma anche nell’uomo. “La Grande Muraglia non ti mette solo alla prova come atleta. Ti mette alla prova come persona”.

E da questa prova, Cristian Coletti torna con una consapevolezza in più e una storia da raccontare: quella di una sfida estrema trasformata in un percorso interiore, dove ogni passo diventa scoperta e ogni fatica un’occasione di crescita.

 

 

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