Consiglio di Stato con il Comune: niente sala slot in piazza

BARDOLINO - Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Bardolino nella lotta alla ludopatia e ribadito la liceità delle scelte del Comune in merito alla limitazione degli orari di gioco e alla definizione delle distanze dai luoghi sensibili.

Ha ragione il Comune. Vittoria a tutto campo. Lo dice la sentenza del Consiglio di Stato (la puoi scaricare qui), che dà ragione al Comune in merito alle decisioni prese circa limitazione orari e divieto di apertura di sale da gioco a distanza inferiore ai 500 metri da luoghi individuati come sensibili (scuole, ricreatori, chiese, centri sportivi) in virtù del regolamento di Polizia Urbana.

Si chiude così una vicenda durata quattro anni che ha visto il Comune vincere contro il ricorrente (la Disan srl) che voleva aprire una sala slot in Piazza Aldo Moro  n. 8.

Prima il Tar e ora il Consiglio di Stato hanno dato piena ragione al Comune che vedrà rifuse anche le spese sostenute pari ad 8mila euro più gli accessori di legge.

Ricordiamo che con deliberazione del Consiglio Comunale del 12 ottobre 2015 n. 29, in applicazione dell’articolo 20 della Legge Regionale 27 aprile 2015 n. 6, il Comune di Bardolino aveva, nelle more, modificato il Regolamento di Polizia Urbana, inserendovi l’articolo 2 bis, rubricato “Sale da gioco e installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito – Sale scommesse”, a tenore del quale “a tutela di determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da gioco d’azzardo patologico, [è] vietata l’apertura di sale pubbliche da gioco e la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovassero ad una distanza inferiore a cinquecento metri da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, centri giovanili ed impianti sportivi”.

Inoltre il Comune ha stabilito di contenere l’orario di apertura delle sale da gioco e di funzionamento delle apparecchiature in un orario compreso tra le ore 16 e le ore 24 di tutti i giorni.

Photo by John Schnobrich on Unsplash.

 

Foto in alto: Photo by Hello Im Nik on Unsplash

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