Sos per i canneti del Garda bresciano, in 10 anni ridotti del 35%

GARDA BRESCIANO - Ecco il lavoro di indagine ed analisi svolto in questi mesi dai gruppi del Movimento 5 Stelle del Basso Garda su 81 canneti del Garda bresciano. Lo studio sarà presentato questa sera, lunedì 20 maggio, alle ore 21 nella sede degli Alpini di Lugana di Sirmione, in via Mantegna 63.

Proponiamo una sintesi dello studio condotto dal Movimento 5 Stelle sull’evoluzione dei canneti del Garda negli ultimi anni (puoi scaricare il documento integrale a questo link).

I canneti presenti lungo le sponde del Lago di Garda svolgono ancora oggi molteplici funzioni di fondamentale rilevanza per la salute dell’ambiente lacustre; anzitutto una intensa attività fitodepuratrice, inoltre il canneto è in grado di rallentare il passaggio di elementi e composti chimici provenienti dall’esterno e di trattenere la sporcizia trasportata dal moto ondoso, come un vero e proprio filtro naturale. Altra funzione fondamentale è quella legata all’avifauna e alla biodiversità: sono molte le specie che utilizzano i canneti per svolgere le principali attività biologiche.

Queste peculiarità fanno dell’ambiente canneto un elemento fondamentale per la vita del Lago di Garda, un patrimonio da mantenere e da salvaguardare dalle minacce provenienti dall’inquinamento e dall’impatto antropico.

Nonostante questo è particolarmente evidente come, per varie ragioni e cause, negli ultimi anni si sia assistito ad una importante riduzione dell’area complessiva a canneto presente lungo le nostre coste, comportando addirittura in alcuni casi la completa scomparsa di interi canneti in determinate zone.

L’evoluzione negativa di alcuni canneti sul litorale di Padenghe.

 

Lo scopo del lavoro del M5S è quello di fornire una visione di insieme non solo qualitativa, ma anche quantitativa, con un buon grado di attendibilità e precisione, dell’evoluzione dimensionale e della variazione di estensione di tutte le aree a canneto presenti lungo la sponda bresciana del Lago di Garda dal 2009 al 2018, consentendo non solo di misurare e quantificare l’entità esatta delle variazioni di estensione di ciascun canneto nell’arco di un decennio, ma anche successivamente di fare valutazioni e considerazioni globali che tengano conto delle caratteristiche naturali peculiari di ciascuna zona, potendo fornire anche utili informazioni per indagare le possibili cause della riduzione e sparizione di alcuni canneti o valutare auspicabili interventi futuri. Non ultimo l’auspicio è che la pubblicazione di dati concreti e dettagliati che quantifichino e definiscano in modo preciso la situazione reale attuale e soprattutto la sua evoluzione temporale degli ultimi anni possa stimolare e spingere le istituzioni e la politica locale ad un maggiore e più incisivo impegno verso interventi concreti, condivisi e diffusi finalizzati alla tutela e allo sviluppo del canneto sulle sponde del Lago di Garda.

Il lavoro enunciato in questa relazione è stato realizzato grazie all’impegno e alla dedizione di un gruppo di cittadini legati da un forte amore verso il proprio territorio e per il proprio lago in particolare. Quanto riportato è stato prodotto interamente a costo zero, sfruttando tecnologie e strumenti informatici liberamente accessibili e disponibili a tutti in rete.

Complessivamente sono state individuate ben 81 aree a canneto dislocate in modo non uniforme lungo il tratto di costa compreso tra la Baia del Vento in territorio di San Felice del Benaco e il confine con il territorio veronese in comune di Sirmione, attraversando complessivamente ben 7 comuni rivieraschi. Oltre il 64% dell’area totale è concentrata nel territorio comunale di Sirmione.

Nel 2009 l’area complessiva occupata da canneto era pari a 190281 m^2, mentre nel 2018 tale estensione risulta ridotta a 123985 m^2, con una perdita complessiva di 66296 m^2, pari allo spazio occupato da oltre 13 campi da calcio e corrispondente a circa il 35% del totale. In un contesto così ampio troviamo situazioni anche molto differenti tra loro, la maggior parte dei canneti analizzati hanno presentato riduzioni di estensione più o meno marcate nel corso del periodo considerato, alcuni sono addirittura scomparsi totalmente, mentre altri, in numero inferiore, sono rimasti invariati o addirittura cresciuti.

canneto oasi di san francesco desenzano
Il canneto dell’Oasi di San Francesco.

 

Il quadro che ne emerge dipinge una situazione generale tutt’altro che positiva, oltre un terzo dei canneti che erano presenti lungo le nostre coste nel 2009 oggi non esistono più, con tutte le conseguenze che questo comporta in relazione al ruolo fondamentale che queste formazioni svolgono quotidianamente sotto vari aspetti. Significa che è venuta meno circa un terzo della capacità fito-depurativa associata a queste aree, circa un terzo in meno del potere filtrante che il canneto esercita sui rifiuti contenuti nelle acque del nostro lago e circa un terzo in meno di spazio in cui moltissime specie di uccelli, pesci ed altri animali possono trovare riparo ed un habitat ottimale in cui riprodursi.

Se il trend dovesse mantenersi costante o addirittura peggiorare, le aree a canneto potrebbero sparire totalmente entro i prossimi 20 anni dalle coste del nostro lago.

Nell’ambito di questo lavoro abbiamo tentato di correlare i risultati ottenuti con i parametri ambientali che potrebbero averli in parte influenzati, in particolare l’andamento del livello del lago in questi ultimi anni, senza tuttavia arrivare ad evidenze e conclusioni rilevanti. L’aspetto delle possibili cause e la loro individuazione è forse il punto principale su cui si potrebbero sviluppare approfondimenti ed ulteriori indagini.

Negli anni si sono susseguite diverse iniziative, progetti, attività rivolte alla tutela e difesa dei canneti, ma quasi sempre in modo isolato, senza alcun tipo di coordinamento, e senza una visione di medio lungo periodo con adeguato supporto logistico ed economico. Questo ha impedito a tali iniziative, talvolta lodevoli, di incidere in modo significativo sullo stato di salute globale dei canneti non riuscendo ad invertire l’andamento decrescente emerso dall’analisi.

 

L’obiettivo con cui nasce questa ricerca è proprio quello di stimolare la formazione di una maggiore sensibilità e consapevolezza in merito alla tutela e salvaguardia dei canneti del Lago di Garda, basata sulla già presente conoscenza dell’importanza che queste formazioni rivestono per il delicato equilibrio del nostro ecosistema, ma rilanciata dall’evidenza di come negli ultimi anni questo equilibrio sia evidentemente minacciato da fattori oggi ignoti, ma che hanno portato nell’ultimo decennio alla importante e preoccupante riduzione illustrata in queste pagine.
Indagare e approfondire gli aspetti e le cause che hanno portato alla situazione odierna è indispensabile oggi per poter pianificare le azioni da intraprendere per tutelare e difendere i canneti del Garda da un futuro molto incerto.

Riportiamo ora – conclude il M5S – alcune proposte e iniziative concrete che secondo noi potrebbero, se opportunamente supportate e coordinate, ridare slancio alla attuale situazione dei canneti lungo le nostre coste, e provare a invertire quel trend di riduzione che ormai da anni caratterizza la maggior parte di questi:

Istituzione di un tavolo di regia o coordinamento intercomunale, o interregionale, tra gli enti preposti alla gestione e tutela del lago finalizzato all’analisi, allo studio e all’approfondimento dello stato di salute dei canneti del Lago di Garda, nonché all’individuazione delle cause che hanno portato all’importante riduzione della loro estensione negli ultimi anni

Ricerca e stanziamento di fondi e risorse economiche dedicate al finanziamento di specifici progetti di tutela, salvaguardia e ripopolamento delle aree a canneto in collaborazione con enti di ricerca, Università ed associazioni attive sui territori

Stesura di un piano operativo per la manutenzione e la pulizia con cadenza regolare di tutte le aree a canneto presenti nei vari comuni

Incremento della vigilanza e del controllo sul rispetto dei canneti, in particolare nei confronti degli interventi edilizi lungo la fascia a lago, con l’aumento delle sanzioni previste

Individuazione di alcune aree a canneto di particolare rilevanza naturalistica per la realizzazione di aree e oasi protette al fine di limitarne l’interferenza con l’attività umana e favorire il ripopolamento faunistico sul modello dell’Oasi San Francesco di Desenzano

Implementazione di un piano diffuso di ripopolamento dei canneti con semina diretta in più punti individuati tra quelli con caratteristiche idonee al fine di incrementare l’estensione di canneti esistenti oppure la creazione di nuovi

Istituzione di una “Giornata per la salvaguarda del canneto” accompagnata da iniziative diffuse e coordinate lungo tutta la costa del lago con finalità formative e informative e rivolte alla popolazione e ai frequentatori del nostro territorio

 

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