Pesca di frodo, il M5S sollecita il tavolo anti bracconaggio
DESENZANO - Allarme bracconaggio ittico nel Garda. Documentato un vero e proprio sistema industriale organizzato da pescatori di professione finalizzato alla pesca intensiva in barba alle leggi. Il M5S sollecita la costituzione del tavolo anti bracconaggio.
Lo scorso 8 aprile è stata convocata a Desenzano, su richiesta del Movimento 5 Stelle, la consulta comunale Agricoltura, Caccia, Pesca e Salvaguardia del territorio, per affrontare il tema del bracconaggio e della pesca di frodo nel lago di Garda.
“Questo problema – dicono i 5 Stelle – esiste da molti anni, ma negli ultimi mesi se ne è parlato in modo più approfondito soprattutto grazie alle segnalazioni di cittadini e associazioni di pescatori che hanno portato alla luce e documentato gravi situazioni di violazione dei regolamenti vigenti in materia, a scapito del patrimonio ittico del nostro lago e del delicato equilibrio dell’ecosistema. E’ stato documentato un vero e proprio sistema industriale organizzato da pescatori di professione finalizzato alla pesca intensiva per la commercializzazione massiccia di pesce di lago rivolta alle catene della grande distribuzione organizzata anche ben oltre i confini gardesani, con pratiche che molto spesso si discostano abbondantemente da quanto previsto dalle regole in termini di attrezzatura utilizzata, periodi e orari di divieto, misure minime del pescato”.
Il tutto è reso possibile dalla sostanziale disomogeneità e inadeguatezza degli stessi regolamenti vigenti in materia di pesca, che variano tra le tre province, e regioni, che si affacciano sul lago, e alla sostanziale carenza di controlli da parte degli organi preposti, spesso dotati di mezzi e personale insufficiente.
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“L’interessante dibattito – spiegano i grillini – a cui abbiamo preso parte in sede di consulta tra i rappresentanti politici e i rappresentanti delle associazioni è confluito nella decisione e nell’impegno da parte dell’Amministrazione di Desenzano a organizzare un tavolo comune tra gli enti interessati e i soggetti preposti alla vigilanza (Polizia Provinciale, guardie ittiche, etc…) al fine di rilevare le criticità esistenti che rendono difficoltosi i controlli e organizzare un sistema efficiente di vigilanza che possa, grazie alla reciproca collaborazione tra i vari soggetti, favorire un efficace controllo delle nostre coste per garantire il rispetto delle regole da parte di tutti e la pacifica convivenza tra pescatori di professione e dilettanti. Purtroppo ad oggi non abbiamo notizie di questo tavolo, mentre frequentemente riceviamo segnalazioni dai cittadini in merito a comportamenti al di fuori delle regole da parte di pescatori di professione, anche locali, che, complice il silenzio calato in queste settimane su questa vicenda, hanno ripreso a comportarsi esattamente come prima che tutto questo fenomeno venisse alla luce. Auspichiamo che quanto prima venga ripreso il percorso iniziato pochi mesi fa e si mantenga alta l’attenzione sulla questione, senza illudersi che basti parlarne una volta per scoraggiare chi sulla carenza di controlli efficaci ha costruito in questi anni un vero e proprio business”.

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