Cigno con un amo conficcato nel collo, salvato dal Wwf 

LAGO DI GARDA - Una storia a lieto fine. Il cigno si avvicina alle persone mostrando il filo da pesca che pende dal collo: è una richiesta di aiuto. L'animale salvato da un attivista del WWF. Che denuncia: «Il cigno agganciato all'amo deliberatamente».

Ieri sulle sponde del lago di Garda è stato curato e poi liberato un giovane cigno reale ferito, un’operazione complicata perché aveva un amo da pesca conficcato in profondità sulla parte posteriore del collo.

«Spesso – scriva il WWF Bergamo Brescia –  si trovano uccelli acquatici con ami da pesca impigliati alle zampe, in bocca e addirittura in gola, questo succede perché si vanno a cibare di esche abbandonate dai pescatori. In questo caso la posizione dell’amo, la profondità, il filo di nylon e la palla di cibo come esca, lasciano pensare che il cigno sia stato l’obbiettivo del pescatore, il povero cigno è stato preso all’amo dal lancio preciso del pescatore, poi trascinato sulla sponda, gli viene tagliato a debita distanza, circa 30 cm, il filo e viene rilasciato con una grossa ferita sul collo dal grosso amo ancora conficcato. Purtroppo questa è quasi la certa dinamica di quanto accaduto».

«Il cigno – conclude il WWF – ora sta bene, gli è stato applicato un braccialettino identificativo per essere monitorato».

Qui sotto le foto che il WWF Bergamo Brescia ha postato sulla sua pagina Facebook (www.facebook.com/bergamo.brescia.wwf).

 

 

 

 

 

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