Coronavirus, 26 i casi in Trentino. Domani una decisione sugli impianti sciistici

TRENTINO - Sono 26 i casi di persone positive al Coronavirus in Trentino, 8 in più di ieri. Intanto esplode la polemica per le piste da sci affollate. Domani una decisione in proposito.

Sono 26 in tutto, alle 18.30 di stasera, domenica 8, i casi di persone risultate positive al test sul Coronavirus in Trentino, 8 in più rispetto alla giornata di ieri.

Nell’ormai consueto aggiornamento agli organi di informazione, il presidente della Provincia autonoma di Trento, assieme all’assessore alla salute, ha fornito alcuni dettagli. Da segnalare in particolare due casi emersi all’ospedale di Tione e uno riguardante un anziano ricoverato al reparto Terapie intensive di Rovereto. In tutti i nuovi casi la “tracciatura” effettuata dall’Azienda sanitaria ha permesso di ricostruire dei collegamenti con altri casi precedentemente identificati in Trentino o con contatti avvenuti fuori provincia, il che fa ritenere che ad oggi non vi siano nel territorio provinciale focolai del contagio.

Dai chiarimenti richiesti oggi nel corso di una teleconferenza con il presidente del Consiglio e i ministri Boccia e Speranza sono emerse anche alcune indicazioni più puntuali rispetto ai contenuti del decreto governativo di ieri, che interessa il Trentino all’articolo 2. In particolare: le persone arrivate in Trentino dalla Lombardia o dalle altre provincie classificate “zona rossa” prima dell’adozione del Dpcm, posso rientrare nelle loro case, mentre se intendono rimanere in Trentino è loro facoltà farlo. Per i trentini che lavorano in queste zone, possono recarvisi e rientrare successivamente in Trentino. Lo stesso vale per chi deve recarsi per comprovate esigenze di lavoro in Trentino provenendo dalle aree in questione.

Riguardo al tema degli impianti sciistici, il citato l’art. 2 del decreto governativo prevede, per le aree non classificate come “zone rosse”, quindi anche il Trentino, il mantenimento di quelle regole di prudenza e rispetto delle distanze di sicurezza già in vigore. Non è prevista quindi dal Dpcm la chiusura degli impianti. Il presidente della Provincia ha aggiunto di essere venuto a conoscenza  della richiesta del presidente della Comunità della Valle di Sole riguardante la chiusura degli impianti della valle. Secondo la Giunta provinciale è più funzionale e utile ragionare semmai di una chiusura totale degli impianti sul territorio, anche eventualmente in un’ottica regionale. Domani è previsto a questo proposito un incontro anche con l’Anef e i responsabili altoatesini: in questa sede si valuterà se vi è accorto fra tutti i soggetti interessati attorno ad una chiusura totale.

Venendo ai nuovi casi di contagio emersi oggi: uno è stato identificato al Pronto Soccorso di Trento, la persona in questione è in isolamento al proprio domicilio. Un altro caso è riconducibile ad un caso emerso ieri, riguarda un giovane già in quarantena, attualmente monitorato a casa e senza sintomi. Due casi sono legati a quello emerso ieri in valle di Cembra: si tratta di due donne, attualmente a casa, in buone condizioni. Un altro caso riguarda un anziano rivoltosi al Pronto Soccorso di Trento, il cui figlio lavora in Lombardia: attualmente l’uomo è ricoverato al reparto di terapia intensiva di Rovereto. Altri due casi sono emersi all’ospedale di Tione; una donna presentatasi al Pronto Soccorso, in condizioni che non destano preoccupazioni, e una  ricoverata attualmente a Trento. Infine una donna anch’essa legata ad un caso emerso ieri, ricoverata al proprio domicilio e in buone condizioni di salute.

E’ attesa nelle prossime ore una nuova circolare del Governo contenente spiegazioni sulle altre fattispecie contenute nel decreto di ieri, fra cui gli spostamenti da un territorio all’altro per ragioni comprovate di salute o la gestione dei pub e delle strutture affini.

L’Apss raccomanda ancora una volta chi avesse dubbi sul suo stato di salute di chiamare il numero verde 800867388 o il 112 per le emergenze e di non recarsi direttamente al Pronto Soccorso.

 

 

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