Le mamme del “no” ai depuratori sul Chiese scrivono ai sindaci bresciani

LAGO DI GARDA - Lettera aperta indirizzata a tutti i sindaci della Provincia di Brescia che a breve saranno convocati in assemblea dall'ATO per discutere in merito al progetto di depurazione del lago di Garda.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il fronte del “no” al nuovo progetto di depurazione e collettazione dei Comuni gardesani, nello specifico le “Mamme del Chiese” e le “Mamme del Garda”, hanno inviato ai sindaci bresciani.

«Entro pochi giorni, presso la sede di A.T.O Brescia, verrà convocata l’Assemblea dei Sindaci promossa dai Primi Cittadini di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle, condivisa da molti di voi, tanto che la proposta ha raccolto in totale l’adesione di ben oltre 50 sindaci.

Questa assemblea riguarderà l’ormai noto e controverso progetto di collettazione e depurazione delle fognature dei comuni della sponda bresciana del lago di Garda, che continua a provocare un confronto molto acceso tra le parti in causa e che rientra a pieno titolo fra le grandi questioni ambientali del nostro territorio.

Una questione che si trascina da lungo tempo e che giustamente è ora di risolvere, ma non certo nel modo arrogante di chi vuole imporre al bacino del fiume Chiese un progetto di una portata e di un impatto ambientale tali da far risultare eticamente inconcepibile l’esclusione dal processo decisionale di tutti coloro che, nella peggiore delle ipotesi, lo dovranno subire, mentre condivisione e trasparenza, da ricercare a tutti i livelli, dovrebbero essere il consolidato modus operandi.

Per questo, noi mamme del Chiese e del Garda unite, sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce forte e chiara affinché si giunga ad una soluzione davvero efficace per il lago di Garda senza coinvolgere in maniera illogica e innaturale il bacino del Chiese, il suo territorio e la sua comunità.

A questo proposito riteniamo utile precisare che da alcuni anni l’ente “Comunità del Garda”, presieduto dall’ On. Mariastella Gelmini, si è adoperata per raccogliere finanziamenti per portare avanti un progetto che viene “venduto” come opera di massima tutela e salvaguardia di uno dei bacini idrici più importanti d’ Italia.

Purtroppo contrariamente a quanto è stato detto: nulla è così!

Si punta tutto su una mega opera pronta tra forse 10 anni e non risulta invece che vengano effettuati in maniera sistematica ed efficace i controlli degli scarichi abusivi e quelli sui reflui zootecnici. – Anche per la separazione delle acque bianche dalle nere su tutta la costa bresciana non risulta vi sia un piano di interventi risolutivo. Nemmeno vengono posti limiti alla navigazione a motore nei porti turistici, fonte di grave inquinamento. –

Nessuna azione mirata alla rinaturalizzazione delle coste, anzi, sul lago di Garda è in atto da decenni una speculazione edilizia fuori controllo che non ha nulla a che vedere con il potenziamento della difesa delle caratteristiche naturali e paesaggistiche tanto cara ai turisti.

Dopo questi errori e questa mancanza di prevenzione ora viene proposto di scaricare l’intero costo sul fiume Chiese e sulla sua comunità!

E’ noto che il territorio bresciano risulti essere il più inquinato d’ Italia, particolarmente nelle zone dove il progetto prevede di localizzare i due depuratori in questione, crediamo che la situazione di Montichiari sia un caso nazionale e ciò è ignorato dalla politica e dagli Enti preposti, che finora non hanno evidentemente svolto un ruolo di tutela della salute del nostro territorio; anzi troppo spesso mettendo in atto discutibili strategie che nulla hanno a che vedere con l’etica del buongoverno, consentendo a interessi economici non certo di valenza pubblica, di prevalere.

Voi Sindaci oggi siete chiamati ad una grande responsabilità che va ben oltre questo progetto e che si sviluppa su alcuni principi che non sono negoziabili: democrazia, trasparenza, tutela della salute. Lo dovete alle future generazioni e ai quei bambini e ragazzi le cui giovani vite sono state spezzate dai tumori causati dal grave inquinamento che caratterizza le nostre terre! Siamo pertanto, con la presente, ad invitarvi:

  • a non disertare la convocazione dell’assemblea voluta da oltre 50 dei vostri colleghi sindaci così da permettere il dibattito e il voto legalmente riconosciuto evitando di lasciare in mano una questione di tale importanza al CDA di nomina politica.

  • ad andare a votare per sottolineare che Brescia non può pretendere di non essere considerata la pattumiera d’Italia se prima non si smette al suo interno di accettare che ci siano territori di serie a e di serie c

  • a pretendere che il sacrifico economico che verrà chiesto ai vostri concittadini (aumento bollette ciclo idrico di almeno il 50%) serva a produrre risultati reali e con la miglior soluzione possibile per la salute del lago di Garda

  • a richiedere ad ATS i dati epidemiologici dei singoli comuni al fine di valutare le malformazioni genetiche ed i tumori, recentemente aumentati nei bambini e negli adolescenti e che sono assolutamente riconducibili ai numerosi fattori inquinanti presenti sul territorio. (Come prevede la Legge 22 marzo 2019, n.29 art.1-2-3-4-5-6-7-8)

A fronte di quanto sopra un appello particolare lo facciamo agli Amministratori locali della sponda bresciana del lago di Garda presenti in Ato: abbiate l’orgoglio e la coerenza per rimediare a tutti gli errori del passato che tante criticità stanno creando al nostro Lago, pensando ad un sistema di depurazione all’avanguardia da realizzare all’interno del bacino gardesano. Sarà il coinvolgente biglietto da visita per un turismo sempre più attento, responsabile ed ecosostenibile; un fiore all’occhiello per le vostre amministrazioni.

Infine, dopo aver analizzato tutti gli elementi a disposizione, ci sia da parte Vostra il coraggio di fare un passo indietro, valutando soluzioni alternative che forniscano reali e concrete garanzie per tutti i territori!».

Per le mamme del Chiese: Piera Casalini e Roberta Caldera

Per le Mamme del Garda: Paola Pollini

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