Lotto AstraZeneca ritirato in veneto. Nessuna dose arrivata a Verona

VENETO - Le precisazioni della Regione Veneto «in relazione alla decisione dell'Aifa di vietare l'utilizzo sul territorio nazionale delle dosi del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni "eventi avversi gravi"».

La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto precisa quanto segue:

  1. Anche la Regione Veneto ha ricevuto un quantitativo di dosi del lotto segnalato.
  2. La Regione del Veneto ha già provveduto a bloccare l’utilizzo del lotto come da indicazione precauzionale di AIFA.
  3. E’ opportuno precisare che è attivo un monitoraggio costante delle reazioni avverse che, finora, non ha fatto registrare episodi di rilievo, ma solo eventi lievi che si possono comunemente verificare dopo l’erogazione di un vaccino.
  4. Sono in corso da parte delle strutture tecniche regionali preposte tutte le verifiche farmacologiche del caso, i cui esiti è stato chiesto siano disponibili al più presto possibile.

Il comunicato di Aifa precisa che: “non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e gli eventi segnalati”.

La sorveglianza ed il ritiro precauzionale sono da interpretare come una procedura a garanzia della sorveglianza e della sicurezza per le persone a cui il vaccino viene proposto.

Il lotto in questione non era stato distribuito alla Ulss 9 Scaligera ma a tutte le altre otto Ulss venete, spiega  una nota inviata alle Ulss territoriali dalla dottoressa Francesca Russo della Direzione prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria.

Finora sono state somministrate 17.043 dosi e non sono state segnalate reazioni di rilievo.

 

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