È vero che gli elefanti hanno una grande memoria?

“Hai proprio una memoria da elefante” è una frase che sicuramente abbiamo sentito dire almeno una volta. È un modo di dire che viene usato nei confronti di chi ha grande capacità nel ricordare le cose, sottintendendo quindi che questi animali siano molto bravi in questo. Ma è davvero così?

L’interesse per il mondo animale si manifesta in molti modi diversi, c’è chi non vede l’ora di adottare un nuovo membro della famiglia guardando gli annunci che si possono trovare in rete, come ad esempio nella sezione amore a 4 zampe di Subito News. Altri, invece, sono più interessati a quelli un po’ più esotici, affascinati dalla loro natura. Soprattutto chi ama gli animali è spesso incuriosito dalle loro capacità e un modo di dire tanto singolare non può che portare ulteriore curiosità.

Conosciuti altresì come i giganti gentili, i pachidermi, sono tra i più amati quando si parla di creature esotiche, curiosi con la loro lunga proboscide, le grandi orecchie e il comportamento sociale complesso. E pare che anche il loro cervello non sia meno eccezionale, potendo conservare ricordi per davvero tantissimo tempo.

Com’è strutturato il cervello di un elefante

La grande memoria degli elefanti deriva soprattutto dalla struttura del loro cervello, estremamente complesso e di grandi dimensioni. Numerose ricerche condotte dall’Università di Cambridge hanno rivelato che ogni azione di questi animali è frutto di un ragionamento e non è semplicemente istintivo.

I pachidermi valutano le situazioni e prendono decisioni ponderate, dimostrando un’intelligenza sorprendente. Una delle zone del cervello più sviluppate è proprio l’ippocampo, la regione responsabile della memoria a lungo termine.

Ciò consente di immagazzinare una grandissima quantità di informazioni, come la posizione di risorse vitali o il riconoscimento di individui, siano essi compagni di branco o persino esseri umani e animali di altre specie.

Un altro aspetto affascinante è la complessità della loro corteccia cerebrale, che conta oltre 250.000 neuroni, superando persino quella umana. Questo spiega la loro elevata intelligenza emotiva, cognitiva e sociale.

Gli elefanti sono infatti capaci di risolvere problemi, collaborare con i propri simili e comunicare attraverso suoni e gesti. Anche i lobi temporali, fondamentali per l’elaborazione dei ricordi, sono molto sviluppati e risultano essere i più grandi tra i mammiferi in proporzione al corpo.

Le prove che gli elefanti hanno grande memoria

La struttura complessa del cervello degli elefanti può darci una chiara dimostrazione della loro intelligenza, ma sono state le prove scientifiche a confermare questi sospetti. Una dimostrazione della memoria straordinaria di cui sono dotati è stata data da diversi studi che hanno testimoniato la loro capacità di riconoscere gli individui anche dopo molti anni che non li vedevano.

In natura, è stato visto quanto siano capaci di ricordare la posizione delle fonti d’acqua, sfruttando questi ricordi in periodi di siccità. Durante questi tempi di carenza, i membri più anziani infatti si mettono a capo del branco e lo guidano per chilometri fino a raggiungere la prossima fonte.

Hanno rotte migratorie che sfruttano per la sopravvivenza del gruppo, ma altresì i loro legami emotivi sono tra i più solidi e affascinanti. È stato visto che i pachidermi realizzano delle vere onorificenze funebri per i compagni caduti: quando uno di questo muore, il resto del gruppo infatti si radura attorno ai suoi resti, gli accarezza la proboscide, lo ricopre di foglie e periodicamente torna sul luogo.

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