1958, ecco la Freccia del Garda: l’aliscafo stupisce tutti
LAGO DI GARDA - Una bella storia benacense rispolverata dalla Comunità del Garda. Dell'aliscafo, sorprendente simbolo di modernità, furono realizzati anche modellini giocattolo.
Era il 14 luglio 1958 quando l’aliscafo «Freccia del Garda», costruito dai Cantieri Navali Rodriguez di Messina, con portata di 80 passeggeri, fece il suo esordio sul Garda.
Straordinaria barca “volante”, fu un vero e proprio simbolo di modernità. Evoluzione dell’idroplano e antenato dei moderni foil, questo natante munito di “alette” che permettono allo scafo di alzarsi sulla superficie dell’acqua divenne una vera e propria attrazione. Altrimenti detto « natante ad ali portanti », l’aliscafo si differenzia dagli altri natanti in quanto in normale assetto di navigazione lo scafo è alzato completamente al di sopra del livello dell’acqua, per effetto della spinta ascensionale generata dalle due ali portanti.
«Negli anni ‘50 del secolo scorso, dopo le macerie della guerra – dice il dott. Pierlucio Ceresa, segretario generale della Comunità del Garda – il Garda si avvia a diventare una delle aree a più alta vocazione turistica d’Italia e d’Europa.

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E proprio la Comunità del Garda, allora da pochi anni costituita (1955, ne abbiamo scritto qui), si occupa di tale iniziativa, sia sotto gli aspetti economici che amministrativi, unitariamente alla gestione governativa Navilaghi/ Navigarda.
Nella pagina Facebook della Comunità (vedi post qui sotto) potete consultare il prezioso documento edito dalla stessa Comunità nel 1958, con relazione politica, tecnica, tabella costi e brevi interventi dei protagonisti dell’epoca.
Il modellino d’epoca
A dimostrazione di quanto l’aliscafo segnò un’epoca, in quel periodo la Feccia del Garda venne riprodotta anche in versione giocattolo, un oggetto ambito dai bambini che sui lungolago correvano ad ammirare questa meraviglia della tecnologia nautica che si alzava in volo quando prenedeva il largo in velocità.
Un esemplare del modellino d’epoca, originale e con la scatola in più lingue, è stato donato alla Comunità del Garda dal collezionista gardesano Umberto Sbaraini, già comandante della Stazione dei Carabinieri di Gardone Riviera



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