La carta vini 2025 del Resort Stroblhof di Gargnano premiata fra le 10 Best d’Italia
GARGNANO - Prestigioso riconoscimento per Manuele Menghini, sommelier del nuovo Resort Stroblhof Lake Garda di Formaga, a Gargnano.
La Carta Vini 2025 del Resort Stroblhof Lake Garda di Formaga è stata premiata fra le 10 Best d’Italia nella categoria “Ristorante d’Hotel” agli Milano Wine Week Awards, riconoscimento assegnato nell’ambito della Milano Wine Week.
La cerimonia di premiazione si è svolta lunedì 6 ottobre a Milano e ha visto coinvolte strutture di prestigio da tutta Italia.
«Per noi – commenta il sommelier del Resort Stroblhof Lake Garda – è un risultato particolarmente significativo, considerando che la nostra apertura è avvenuta solo lo scorso marzo e che questa estate è stata la nostra prima stagione operativa.
Nelle mie esperienze precedenti – continua Manuele Menghini – ho avuto il piacere di lavorare come Sommelier, e di scrivere la Carta Vini, al ristorante Lido 84 a Gardone Riviera e successivamente all’Hotel Eala a Limone sul Garda, dove anche in quell’occasione ho ricevuto un premio per la Carta Vini».
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Ogni carta vini è una responsabilità
Lo spirito del riconoscimento è spiegato dai promotori: “Wine List Italia vuole ridare centralità alla professione del sommelier, oggi più che mai chiamata a interpretare il mercato con intelligenza, a orientare le scelte, a creare valore per il cliente e per il ristorante stesso. Ogni carta vini è una responsabilità: racconta il territorio, sostiene i produttori, accompagna la cucina, educa chi legge. E chi riesce a costruirla con equilibrio e visione, merita uno spazio di riconoscimento».

La guida rappresenta ormai un riferimento per chi cerca una lettura diversa del vino nella ristorazione, meno autoreferenziale e più inclusiva, dove l’etichetta non vale per il prezzo ma per la storia che racchiude. E l’evento del 6 ottobre ne è il palcoscenico ideale: dinamico, contemporaneo, ricco di stimoli e incontri. Chi ama il vino, chi lavora nel mondo dell’hospitality, chi crede nella cultura della qualità, non può mancare. È un’occasione per assaggiare, sì, ma anche per toccare con mano il livello a cui può arrivare la sommellerie italiana quando è libera di esprimersi.
Un appuntamento che vuole celebrare l’identità di chi sta dietro ogni calice versato.
Perché, in fondo, la carta vini non è mai solo una lista. È un messaggio. È una firma.

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