Poca neve, tanti rischi: ramponi e ramponcini, i consigli della Guida alpina

Con l’arrivo della prima neve, il richiamo della montagna si fa sentire. La guida alpina Stefano Michelazzi ci aiuta ad orientarci nella scelta di ramponi e ramponcini.

Per poca che sia… è arrivata la neve!

Per sciare non è ancora un manto ideale, salvo dove sia permesso scendere dalle piste che stanno venendo preparate per la prossima stagione, in generale però, il rischio di raschiare le rocce sotto la superficie rimane ancora parecchio alto.

Anche le ciaspole non sono ancora utilizzabili in maniera adeguata per gli stessi motivi, essendo in ogni caso un attrezzo da neve profonda, malgrado negli ultimi anni si veda in giro chi le usa anche con nevi poco profonde, dove spesso diventano ingombranti e limitano il movimento.

 

Ramponi e ramponcini

Ma allora cosa utilizzare per le nostre gite?

L’attrezzatura utile alla frequentazione montana in questo periodo, sono i ramponi ed i ramponcini a seconda degli itinerari che andremo a percorrere.

I ramponcini, dotati di punte, sono un utile attrezzo ma anche in questo caso si deve tener conto delle difficoltà del percorso. Su sentieri ben tracciati e senza zone impervie, il ramponcino è una risorsa che si calza molto velocemente, permette di superare tratti fastidiosi, non pesa molto ed ha anche un ingombro limitato.

Anche in questo caso però personalmente consiglio piuttosto, l’utilizzo dei ramponi superleggeri.

Nati proprio per il superamento di difficoltà su neve, mantengono la rigidità del normale rampone pur rimanendo un attrezzo che pesa pochissimo, consentendo sul terreno una presa nettamente superiore. Il maggior ingombro rispetto al ramponcino, risulta comunque minimale rispetto alle prestazioni.

Arrivando al superamento di maggiori difficoltà e pendenze, il rampone diventa d’obbligo, se non si vuole correre rischi inutili che oltre a compromettere la gita, potrebbero rivelarsi anche fatali.

Il tipo di rampone, che andremo a scegliere in questo caso, è quello da alpinismo classico nelle sue ormai numerose varianti.

Personalmente su questo tipo di terreno, ovvero come detto, scarso innevamento e conseguente affioramento roccioso, preferisco la tipologia con punta corta che permette di aderire piuttosto agevolmente alle rocce, riuscendo a mantenere un equilibrio ottimale.

Anche il rampone da misto classico risulta ottimale in questo caso, mentre molto meno quello da ghiaccio verticale o misto moderno. Per capirci, la tipologia di rampone per scalare su cascate di ghiaccio, utilissimo in questo ambito e sul misto moderno ma a causa delle punte a coltello risulta meno interessante per l’utilizzo su terreni di difficoltà inferiore.

 

E le catenelle che spesso vengono usate?

Assolutamente da non utilizzare le catenelle, come purtroppo si vede spesso in giro.

Questi attrezzi nascono per un uso urbano, dove qualche chiazza ghiacciata sul marciapiede o sulla strada può impedire il passaggio ma non vanno usati assolutamente in ambiente naturale, poiché la presa sul terreno è limitatissima.

 

Quindi se calzo i ramponi sono a posto?

Ovviamente non dimentichiamo che al rampone o al ramponcino, vanno combinate delle calzature adeguate e malgrado il manto nevoso sia ancora poco rilevante, vi può essere la presenza di accumuli di neve bagnata e di conseguenza la possibilità di fenomeni valanghivi.

Per questo motivo le attrezzature di sicurezza in caso di valanga (ARTVA, pala e sonda), che faranno parte di un prossimo articolo, devono essere comunque parte del nostro bagaglio.

 

 

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