Bioparco Zoom Torino e parco Natura Viva crescono ancora: sale a bordo anche Zoomarine
BUSSOLENGO - Il bioparco Zoom Torino e il parco Natura Viva Ddi Bussolengo (VR) ampliano la propria famiglia e accolgono Zoomarine, il parco tematico alle porte di Roma.
Con l’acquisizione della gestione operativa, Openature passa in meno di due anni da una a tre strutture zoologiche, consolidando un percorso di crescita sviluppato prima in Piemonte e poi Veneto, oggi presente anche nel Lazio.
Zoomarine, che ospita più di 400 animali e accoglie ogni anno quasi mezzo milione di visitatori, entra così a far parte del gruppo come punto di riferimento per il pubblico del Centro Italia. Per il parco si apre una nuova fase, in coerenza con il modello sviluppato da Openature, che mette al centro la componente zoologica, l’educazione e la conservazione delle specie.
Particolare attenzione è posta alla continuità occupazionale delle 150 professionalità già impegnate, dopo alcuni anni segnati da tensioni finanziarie. A suggellare simbolicamente questo nuovo inizio, la nascita di un piccolo di foca grigia, che ha compiuto appena un mese.
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«Siamo entusiasti di avviare questa nuova avventura, che rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Openature», dichiara Umberto Maccario, CEO di Openature. «Siamo partiti dai nostri territori per sviluppare un modello che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare, con una crescita costante già registrata nelle nostre strutture. Anche la proposta di Zoomarine verrà progressivamente sviluppata in questa direzione, con un’evoluzione degli spazi e delle esperienze sempre più coerente con i temi della salvaguardia biodiversità».
Zoomarine
Esteso su circa 40 ettari, tra aree zoologiche e aree tematiche, Zoomarine è stata la prima struttura italiana a ricevere il riconoscimento di giardino zoologico nel 2009.
Oggi ospita specie a rischio di estinzione come il pinguino africano, classificato come “criticamente minacciato”, la testuggine gigante africana, “in pericolo”, e uccelli come i conuri del sole, anch’essi “in pericolo”, tutti inseriti nei programmi dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA), di cui il parco fa parte.
«Siamo consapevoli – conclude Maccario – che si tratti di una sfida articolata, che richiederà tempo e visione, ma è un lavoro che affrontiamo con competenze solide, già costruite e consolidate».

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