Mani naziste sulle dimore storiche a Gardone Riviera e Toscolano Maderno

LAGO DI GARDA - Per celebrare gli 80 anni dalla Liberazione, pubblichiamo venti articoli di Bruno Festa che ripercorrono le vicende gardesane della Rsi, dall'arrivo di Mussolini a Gargnano alla Liberazione.

Tutti gli abitati sulla sponda occidentale del Garda registrarono la requisizione non solo di alberghi ma anche di molte dimore storiche.

Poniamo, qui, l’attenzione nello specifico a Gardone Riviera e Toscolano Maderno, vale a dire i due Comuni immediatamente più vicini a Gargnano, sede degli uffici di Mussolini e della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica sociale italiana.

Trattandosi di un numero rilevante di edifici requisiti (per alcuni dei quali sono già stati fatti cenni), verranno messi in evidenza solamente quelli più significativi. E non si parlerà delle dimore che sono state considerate in questa serie di articoli dedicati all’argomento.

Gardone Riviera

Il 5 giugno 1944 il podestà di Gardone Riviera riassunse le requisizioni avvenute nel suo Comune elencando i principali edifici tra quelli finiti in tutto o in parte nelle mani delle Forze Armate Germaniche: Acquarone, Bellaria, La Bomboniera, Chincarini, Fiordaliso, Nodari, Ramenzoni, Ruhland, Vibe, Wimmer e il bar Milano.

Nella disponibilità del Ministero dell’Interno erano state incluse le ville: Elena, Fede e Giulia mentre al Ministero degli Affari Esteri andarono per intero o in parte, oltre alla citata La Bomboniera, il Casinò e le ville Facchini, Galassini e Luisa.

Il contesto che era andato a definirsi metteva in luce alcuni aspetti.

Villa Fiordaliso fu l’iniziale dimora di Clara Petacci, poi trasferita a Villa Mirabella. Finita la guerra, il 5 maggio 1945 Villa Fiordaliso venne requisita per l’11° squadrone S.A.A.F. delle Autorità alleate.

Villa Fiordaliso.

 

Villa Soave Besana, composta da 15 locali “un edificio di costruzione recentissima e di una delle ville maggiormente in vista non solo per la sua posizione ma per la signorilità della costruzione e degli ambienti”. La destinazione fu a favore di Karl Wolff, capo delle SS in Italia. Wolff ebbe a disposizione anche un appartamento a Fasano e una villa di dieci vani in via Arnaldo Mussolini.

Villa Acquarone, requisita dal Comando presidio germanico di Gardone Riviera dal 14 ottobre 1943 per una indennità annua di L. 78.000.

Villa Ruhland, in fianco alla omonima Torre. Nell’ottobre 1944 era occupata dalla Ambasciata Giapponese, che aveva concordato con la proprietaria Ernestina Turati il canone di affitto che l’Ambasciata stessa le versava direttamente.

– Per il Casinò, requisito dal 12 settembre 1943 dai germanici unitamente al fabbricato sede del Circolo Motonautico e al parco, l’Azienda Autonoma di Soggiorno di Gardone Riviera e Salò si vide riconoscere L. 181.000 annue. Il 5 aprile 1944 l’appartamento di 4 stanze al primo piano del Casinò venne messo a disposizione del Ministero degli Esteri.

Villa Violetta, di Adolfo Caprettini Facchini in Via Cornella fu requisita dall’1 novembre 1943. In realtà, spiegava il proprietario, la villa era stata requisita già in settembre e occupata da ufficiali e soldati che avevano tenuto i locali saltuariamente.

Villa Bellaria, di Ferruccio Casinghini, fu requisita l’1 aprile 1944 dalle SS. Per i 28 vani della dimora, con una volumetria di 2.880 metri cubi, la Commissione aveva stabilito un indennizzo di L. 20.000 mensili.

Villa Wimmer, in Corso Zanardelli. L’indennità di requisizione dal 26 maggio 1944 fu fissata il lire 3.500 mensili con destinazione alloggio per ufficiali. Al termine della guerra in Villa Wimmer si stabilì il Quartier Generale della Quinta Armata alleata.

Villa Maria, immobile e autorimessa furono indennizzati con L. 378.975 annue. La villa, espropriata dallo stato all’esperto d’arte e collezionista tedesco Alexander Günther, fu abitata dal tremosinese Nando Benvenuti sicché viene a volte citata anche con questo cognome. L’edificio si trovava a Fasano, in Via Zanardelli 19, ed era utilizzato dal personale dell’Ambasciata germanica.

Villa Cristofori a Fasano, di proprietà di Alberto Cristofori. La prima comunicazione che anticipava la requisizione era datata 4 ottobre 1943, con la precisazione che l’occupazione sarebbe avvenuta da parte dell’Ambasciata Germanica a partire dal 6 ottobre. In realtà i locali vennero utilizzati dal Plenopotenziario del Reich presso la Rsi, Rudolf Rahn, numero uno della diplomazia nazista nella Rsi.

L’elenco è lunghissimo e include Villa Belfiore, Pensione Villa Ella, Villa Elvira dove, nel novembre 1943 abitava il Generale Rudolf Toussaint.

Si prosegue con Villa Frigerio (a disposizione del Comando presidio germanico), Villa Lanfredo Lamberti Zanardi, Villa Cervis, ma anche l‘autorimessa dei fratelli Angelini, in via Roma, l‘autorimessa dei fratelli Ferrari a Barbarano, Villa Annetta a Fasano di Sopra, Villa Augusta, Villa La Bomboniera, Villa Nodari, Villa Vibe (a Fasano, per il Comando militare germanico 1011 di Brescia).

Queste le principali requisizioni a Gardone Riviera, ma l’elenco potrebbe proseguire.

 

Toscolano Maderno

Villa La Casetta fu posta inizialmente a disposizione del Ministero dell’Interno e poi della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vi risiedette inizialmente Edgardo Sulis, direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio e, dopo di lui, un altro personaggio piuttosto misterioso, Coriolano Pagnozzi, di alto livello ma sempre dietro le quinte: capo di gabinetto del Ministero degli Interni e Commissario della Croce Rossa Italiana. La proprietaria, Vittoria Gamba, polemizzò non poco per il fatto che “Sua eccellenza Pagnozzi, non essendovi il garage, ha fatto sterrare un pezzo di monte per farlo, estirpando così due olivi centenari del diametro di m 0.45 togliendo inoltre nel tratto di terreno scavato una pianta di cachi, due piante di mele, una di susine, due oleandri con conseguente scosse di terreno. Da notare che hanno lasciato in sede il pietrisco e hanno buttato al lago la terra. I soli olivi potevano dare circa due quintali annuali di olive”.

Villa Sirenella, in Via Aquilani, fu posta a disposizione del Console Gian Battista Riggio, che fu uno dei giudici del processo di Verona, che mandò a morte il genero di Mussolini, Galeazzo Ciano.

Villa Cavallero, sul lungolago, ospitò il segretario del Partito Fascista Repubblicano Alessandro Pavolini. Fu progettato un ricovero antiaereo adiacente la costruzione.

La facciata di villa Cavallero, sul lungolago di Maderno.

 

Villa Gemma e Villa Il Roseto (quest’ultima del generale Fantazzini) furono poste a disposizione del Capo della Polizia Tullio Tamburini e del Ministro dell’Interno Guido Buffarini Guidi. Venne approntato un progetto per la realizzazione di un ricovero antiaereo tra l’una e l’altra.

– Si aggiungono poi altri nomi, quali l’Albergo Milano (anche esso per il Partito Fascista Repubblicano), Villa Maria Dusina (per il personale dell’Ambasciata Germanica), Villa Mimosa, la villa dell’avvocato Francesco Nava, Villa Bassetti (Sede dell’Ambasciata Germanica), Villa Della Rosa (Polizia Segreta Germanica), Villa Zanardelli (segmento dell’Ospedale di Guerra, Kriegslazarett 700, che si estendeva praticamente su tutto il territorio del confinante Comune di Gardone Riviera).

– A Gaino, invece, in una costruzione dall’aspetto rurale, chiamata “dei Righitì”, andò a vivere Nicola Bombacci, comunista in gioventù e poi seguace del Duce. Finì i suoi giorni a Dongo.

Villa Caprera fu sede del Comando degli agenti di Polizia Repubblicana. Fu anche prigione e vi fu trattenuto don Ferdinando Collio, implicato nel sostegno ai partigiani di Prandaglio, in Valle Sabbia.

Villa Bianchi-Benoni, a Maderno, anche essa sede del Partito Fascista Repubblicano al pari dell’Albergo Milano, che si trovava dall’altra parte del Golfo di Maderno.

Dei due edifici a disposizione del PFR scrisse il Capitano USA William D. McCain il 5 giugno 1945 dopo avere eseguito un’ispezione.

L’ufficiale Usa riportava che i dipendenti dell’Albergo Milano, a Maderno, hanno affermato che gli impiegati del Partito Fascista Repubblicano avevano bruciato tutti i documenti prima di abbandonare il luogo e in Casa Benoni si era stabilito un gruppo della polizia militare Usa. Nei seminterrati dell’edificio erano state trovate scatole di documenti.

Bruno Festa (b[email protected])
Villa Wimmer a Gardone Riviera.

80 anni dalla Liberazione – di Bruno Festa

  1. Repubblica sociale italiana o Repubblica di Salò
  2. Mussolini a Gargnano. Perché il Garda?
  3. Ministeri, funzionari e archivi da Roma al Nord
  4. La Decima Mas nella Rocca e nella Casa del Podestà
  5. Il mercato nero
  6. Ricoveri antiaerei e trincee antischeggia
  7. Tunnel Gardesana
  8. Gardone Kriegslazarett
  9. Mani naziste sulle dimore storiche a Gardone Riviera e Toscolano Maderno
  10. Minculpop
  11. MAE
  12. Ministero Interno, La caccia all’ebreo decisa sul lago
  13. Ispettorato della Razza
  14. Bombe su Villa Bassetti, Ambasciata germanica presso la Rsi
  15. Palazzo Bettoni a Bogliaco. Presidenza del Consiglio dei Ministri della Rsi
  16. Il Quartier Generale del Duce nella Villa delle Orsoline
  17. Villa Feltrinelli
  18. Mario Boldini, partigiano delle Fiamme Verdi
  19. Tedeschi in fuga
  20. La Liberazione raccontata dalle maestre

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