Addio a Daniele Dorizzi, campione di sport e solidarietà
LAZISE - Trovato senza vita sul divano l'atleta della Nazionale trapiantati. Colà piange Daniele Dorizzi: l’atleta trapiantato stroncato dopo il ritorno dai World Transplant Games.
Una notizia tremenda che ha sconvolto tutta la comunità di Colà, quella di Lazise e di Pacengo.
E’ stato rinvenuto cadavere adagiato sul divano di casa, in via Piazza di Sopra al civico 6, a Colà.Dopo che amici e la compagna lo hanno ripetutamente cercato al telefono per l’intera giornata di lunedì.
A dichiarare la morte di Daniele Dorizzi, 58 anni, è intervenuta la Guardia Medica con i mezzi di soccorso. Era rientrato ieri da Dresda dove aveva partecipato alla venticinquesima edizione del World Transplant Games dove si era aggiudicato la medaglia di bronzo nel lancio delle freccette a squadre (ne avevamo scritto qui).
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Selezionate per te da Garda OutdoorsUna bella soddisfazione per lui e per tutta la comunità di Lazise che si accingeva ad accoglierlo per i festeggiamenti.
“Siamo rimasti tutti allibiti ed attoniti nel rinvenirlo a casa, adagiato sul divano come se dormisse – spiega uno dei consigliere del Gruppo sportivo Le Sgalmare di Colà, Stefano Sequani – dopo aver abbattuto la porta di ingresso chiusa dal di dentro. Pare avesse riferito alla compagna, che non abita con lui, che si sentisse un pò male dopo il rientro dalla Germania. Tant’è che sul tavolo è stata rinvenuta la strumentazione per la misurazione della pressione arteriosa. Per noi de Le Sgalmare è una perdita infinita- prosegue Sequani – perchè era l’anima di noi tutti. Una forza indescrivibile , soprattutto dopo il trapianto di reni del 2006. Non abbiamo parole per dire quanto ci manca”.
Anche il sindaco Damiano Bergamini, che è di Colà, e che con Daniele ha “camminato e corso molto” come runner, ha un grandissimo dolore in cuore.
“Perdita grandissima per tutta Lazise – spiega l’ex presidente Avis Gianni Faccioli – perchè Daniele era un testimonial di grandissimo rilievo nel mondo della donazione. Oltre ad essere un amico grandissimo e che credeva nel volontariato oltre ogni misura.”
Sergio Bazerla

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