L’ultimo inverno 1943-1945. Dalla Resistenza alla Liberazione

SALO' - Presentata al MuSa di Salò la mostra fotografica che racconta i momenti salienti della Resistenza partigiana che ebbe luogo nel territorio del Lago di Garda, in Valle Sabbia e nelle valli bresciane.

Sono trascorsi ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla Liberazione italiana dal nazifascismo.

Il MuSa Museo di Salò celebra l’importante anniversario con la mostra “L’ultimo inverno 1943 -1945 DALLA RESISTENZA ALLA LIBERAZIONE” che, attraverso oltre cento fotografie d’epoca, stampe e documenti – molte dei quali esposti per la prima volta – narra i momenti salienti della Resistenza partigiana che ebbe luogo nel territorio del Lago di Garda, in Valle Sabbia e nelle valli bresciane.

Con la curatela di Rolando Anni, referente scientifico dell’AREC – Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica di Brescia, dal cui fondo proviene larga parte delle immagini proposte, l’affresco di quei giorni drammatici e del biennio che condusse alla Liberazione prende forma grazie al racconto di vicende peculiari i cui protagonisti furono uomini e donne che ebbero il coraggio di dire no, contribuendo a determinare la Storia dell’Italia.

Oltre all’ingente patrimonio dell’AREC dell’Università Cattolica di Brescia e alle fotografie messe a disposizione dell’ANPI e dell’Associazione Fiamme Verdi (enti promotori dell’iniziativa) la mostra è stata resa possibile anche grazie ai contributi di Fondazione Luigi Micheletti, Archivio Angio Zane, Archivio Stefano Stagnoli di Vestone e alle raccolte Eredi Maria Boschi, Eredi Ennio Doregatti, Eredi Carlo Mombelli e Eredi Luigi Michelini che hanno integrato il patrimonio fotografico con immagini inedite e qui esposte per la prima volta.

Dalla Resistenza alla liberazione

Lungo l’allestimento, curato Federica Bolpagni e Dario Bellini, sfilano gli scatti che ritraggono, tra gli altri, il Trasferimento di prigionieri jugoslavi a Vestone il 14 agosto 1943, l’Appostamento in trincea di giovani partigiani sul Mortirolo, gli Aerei da guerra in formazione, Il partigiano “Ferro” in vedetta tra Provaglio Val Sabbia e Ponte Re, il Partigiano polacco noto come “Jean” nella trincea sul Mortirolo e I partigiani della brigata Perlasca mentre studiano una carta geografica prima di un’azione.

Emblema del ruolo cruciale delle donne è la fotografia “Staffette della brigata Margheriti in zona Corna Blacca” (la pubblichiamo in alto), mentre il dramma e le sofferenze, oltre che nelle immagini della guerriglia, sono evocate anche attraverso i luoghi teatro di quest’ultima: dalle Case distrutte dopo il rastrellamento e l’incendio appiccato dai fascisti a Cevo, in Valle Camonica, il 3 luglio 1944, Casa Eraclio a Berzo Inferiore distrutta dai nazifascisti nel 1944, Fori di proiettile nei muri e sulla porta di una stanza dell’ospedale di Salò, sino all’immagine che ha ispirato il titolo della mostra, in cui Angio Zane ritrae una serie di impronte nella neve nell’inverno del 1944 – 45.

Fiamme Verdi della brigata Perlasca in vedetta.

L’ombra della morte fu un monito costante

Lo testimoniano scatti come Partigiani caduti al Sonclino nelle bare, 19 aprile 1945, Corpi di partigiani uccisi (Rodengo Saiano?) 27 aprile 1945, oltre alla serie fotografica che documenta i funerali di Ippolito Boschi – il partigiano “Ferro” – avvenuti l’8 maggio 1945 nel Duomo di Salò e dove si riconoscono i volti dei compagni Marcello Vezzuli e Maria Boschi, Carlo Mombelli che sorregge il padre di Ippolito, Angelo Boschi, Angio Zane, Dino Pelizzari, Luigi Michelini e Francesco Zane.

Alla tensione della battaglia si affiancano le immagini di momenti di umana quotidianità: Sul monte Besume i partigiani della brigata Perlasca giocano con la neve in un momento di pausa, Il partigiano “Diego” (Angio Zane) addormentato accanto al focolare con un libro aperto (autunno 1944 nei pressi di Treviso Bresciano), Alcuni partigiani vanno a recuperare “Renato” (Carlo Mombelli) ferito e convalescente a Dello.

Infine la Liberazione, immortalata nelle immagini intitolate Vestone: i giorni della Liberazione, Vestone: passanti e partigiani con armi sequestrate ai tedeschi, tra cui alcuni Panzerfaust, Prigionieri tedeschi scortati da partigiani su una passerella di assi a Nozza nel 1945, Brescia liberata. Scoccimarro, Bazzana e Parisi, Cingolato americano nel centro di Vestone, Partigiani in Corso Zanardelli a Brescia il 25 aprile 1945.

Tra le immagini esposte, spiccano le molte realizzate dal salodiano Angio Zane, che prima di affermarsi a livello nazionale come regista prese parte alla Resistenza col nome di “Diego”, così come quelle conservate da Maria Boschi che fu l’attivissima staffetta “Stella”.

Eccezionale, inoltre, è la testimonianza fotografica realizzata da Stefano Stagnoli nei giorni della ritirata tedesca in Valle Sabbia, che immortala la resa delle colonne tedesche nelle mani dei comandanti delle
Fiamme Verdi valsabbine.

 

La memoria fotografica di luoghi, persone, sentimenti

La mostra, unitamente al corposo catalogo che la correda, offre così una narrazione di un periodo storico drammatico che ha messo a dura prova l’intera Nazione, attraverso la memoria fotografica di luoghi, persone, sentimenti e fatti accaduti nel territorio che oggi ospita la mostra.

Ne sono un esempio il racconto delle vicende della brigata Fiamme Verdi Perlasca, di cui fecero parte alcuni salodiani, di episodi come la liberazione dall’ospedale di Salò di “Renato” – al secolo Carlo Mombelli, catturato e ferito – da parte dei compagni della Brigata Perlasca (tra cui Angio Zane “Diego” e Ippolito Boschi “Ferro” che perse la vita) e della presenza di una rete di “spie” locali che operavano sotto copertura nelle reti fasciste, rischiando la vita per fornire informazioni agli Alleati.

Partigiani in Corso Zanardelli a Brescia il 25 aprile 1945 (foto Allegri).

Il convegno di studi

Nel contesto della mostra si inserisce il convegno “Fotografie, video, memorie e documenti come fonti storiche”, in programma venerdì 19 settembre.

L’incontro approfondirà il valore di queste tipologie di materiali quali fonti primarie per la ricerca storica.

Relatori:

  • Debora Piroli, Direttore Archivio di Stato di Brescia
  • Gabriele D’Autilia, Università degli studi di Teramo
  • Silvia De Gattis, Università di Torino

Moderatore:

  • Rolando Anni, Raccolte Storiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea (AREC).

Ingresso gratuito – Comune di Salò, Sala dei Provveditori, venerdì 19 settembre 2025, ore 15-18

 

L’ultimo inverno 1943 -1945 DALLA RESISTENZA ALLA LIBERAZIONE

  • 7 settembre 2025 – 6 gennaio 2026
  • A CURA DI Rolando Anni, referente scientifico AREC – Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica di Brescia
  • COMITATO STORICO SCIENTIFICO Rolando Anni, Maria Paola Pasini, Federico Carlo Simonelli
  • ALLESTIMENTO Federica Bolpagni e Dario Bellini
  • CATALOGO a cura di Dario Bellini (216 pp. a colori, La Compagna della Stampa – Massetti Rodella Editori, € 25,00)
  • ORARI fino al 30 novembre 2025 (da martedì a domenica 10-18); dall’1 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 (da venerdì a domenica 10-18).
  • APERTURE STRAORDINARIE: lunedì 8 dicembre 2025 e martedì 6 gennaio 2026 (10-18).
  • INGRESSO: Intero 9 € – Ridotto 7 € – Ridotto ragazzi 5 € – Gruppo 15-35 persone 7 € – Scuole 5 €
    Elenco completo riduzioni e categorie esentate dal pagamento: www.museodisalo.it
  • PRENOTAZIONI: 0365 20553 | [email protected] Prenotazioni gruppi: [email protected] | 3389336451

 

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