L’attore Fabio Testi è il vincitore dell’edizione 2025 del Palladio Gardesano
LAGO DI GARDA - L’attore Fabio Testi è il vincitore dell’edizione 2025 del Palladio Gardesano, assegnato come sempre dalla Confraternita del Groppello.
Il premio, istituito nel 2014 e attribuito ogni anno dalla Confraternita del Groppello a personalità ed enti che si distinguono nella tutela e promozione del lago di Garda, è stato consegnato nel corso di una serata di gala al Savoy Palace di Gardone Riviera.
Testi, nato a Peschiera, «è un ambasciatore del lago – ha detto Massimo Claudio Piergentili, presidente della Confraternita che dal 1970 opera per tutelare e promuovere il vino simbolo della Valtenesi –: ne ha cantato la bellezza, ha manifestato la sua preoccupazione per il turismo eccessivo e la cementificazione, ha lavorato con sindaci, cittadini e associazioni ambientaliste per risolvere i problemi del territorio».
E ancora: «Molto legato al Garda, ha sempre mantenuto un forte legame con la sua terra natale, impegnandosi per proteggere e valorizzare il patrimonio naturale e culturale della regione».
«Come Paladino non recita – ha detto Piergentili –, quando è chiamato alla difesa dei nostri valori si riveste dell’armatura opportuna ed entra in campo a tutela e promozione del territorio gardesano».

Le migliori esperienze sul Garda
Selezionate per te da Garda OutdoorsIl Palladio Gardesano
Il “Palladio Gardesano” è un evento nato nel 2014 da un’idea del Presidente della Confraternita del Groppello Massimo Claudio Piergentili, che con l’aiuto di altri confratelli (Alessandro Redaelli De Zinis e Marcello Berlucchi) lo ha concepito come un’occasione per premiare le personalità e gli enti più importanti per il territorio del Garda bresciano, in concomitanza con la festa della Vendemmia, il momento più importante della produzione del vino.
A suggerire il nome dell’evento e del suo premio, in chiave dannunziana, fu il giornalista Attilio Mazza, uno dei fondatori della storica Confraternita. Anticamente il Palladio era una riproduzione lignea dell’immagine sacra di Pallade Atena, venerata dai Troiani e dai Greci per la difesa delle proprie città.
D’Annunzio utilizzò il termine in un articolo intitolato «Il palladio del Garda» sulla rivista “Illustrazione italiana”(“Il lago di Garda”, Natale e Capodanno 1921-22, Il Palladio sul Garda di G.D’Annunzio”).
Il poeta paragona alla celebre offerta votiva il dono della famosa dimora del Serraglio, che Maderno gli aveva offerto in dono. Da qui infatti, dopo l’avventura di Fiume e la “vittoria mutilata”, il Vate si proponeva come baluardo della Patria. In questo modo il vincitore del Premio dato in occasione di questa ricorrenza acquisisce il titolo di “Difensore del Garda”.
I vincitori del premio
Nelle passate edizioni il Palladio Gardesano era stato assegnato ad altre personalità di spicco, come gli industriali Attilio Camozzi (2014) e Giuseppe Pasini (2018), al signore del vino Mattia Vezzola (2015), al registra Franco Piavoli (2016), allo storico Giordano Bruno Guerri (2017), all’amministratore e albergatore Chicco Risatti (2019), all’Ospedale di Gavardo in occasione del Covid (2021), al giornalista Tullio Ferro (2022), a Michele Vescia (2023), padre dell’enologia e della viticoltura bresciana, e Gianfranco Rodella (2024), presidente onorario e fondatore del gruppo di protezione civile dei Volontari del Garda.
- 2014 Attilio Camozzi,
- 2015 Mattia Vezzola,
- 2016 Franco Piavoli,
- 2017 Giordano Bruno Guerri,
- 2018 Giuseppe Pasini,
- 2019 Chicco Risatti,
- 2021 Ospedale di Gavardo,
- 2022 Tullio Ferro
- 2023 Michele Vescia
- 2024 Gianfranco Rodella
- 2025 Fabio Testi
Il Palladio Gardesano del 2025: Frammenti di Pierluigi Dander
Spiega l’autore dell’opera, Pierluigi Dander: «Il passato non può che essere frammentario, parlare sotto forma di realtà parziale; lo esige la dinamica delle cose, l’avvento del presente con la sua forza di affermazione anche distruttiva.
Da una scheggia di calcarenite Vicentina, residuo di lavorazioni, pertinenti il Capitolium Repubblicano di Brescia, ho ricavato un frammento di un motivo decorativo con frutta e foglie tipico della cultura architettonica romana. È un paradosso, un’opera conclusa ed integra che si presenta come frammento ancora prima di diventarlo; il presente si traveste da passato».

La Confraternita del Groppello
Nata il 27 ottobre 1970, l’Associazione ha lo scopo di esaltare il buon vivere civile e la buona educazione, valorizzare il territorio della Valtenesi, tutelare e far conoscere il vino Groppello, insieme ad altri prodotti della zona, contribuendo alla riscoperta anche di antiche ricette locali e alla diffusione dell’ enogastronomia italiana.
Scopo della Confraternita è la tutela del Groppello quale produzione vinicola di nicchia. Il vitigno è autoctono, identifica il territorio, dà produzione ottimale anche se contenuta. Richiede passione, grande cura e attenzione in ogni fase dello sviluppo e trova ideale accoglienza solo nell’habitat del Garda morenico.
Difendendo il Groppello si difende la biodiversità quale valore irrinunciabile per il mantenimento in salute del pianeta.
I commenti sono chiusi.