Insula, il carcere entra a scuola per educare alla legalità
SALO' - Il Liceo Fermi di Salò, con Comune e Camera Penale, avvia un percorso aperto alla cittadinanza sul valore rieducativo della pena, tra mostre, incontri e un viaggio a Pianosa.
Il Liceo “E. Fermi” di Salò, in collaborazione con il Comune di Salò e con la Sezione di Brescia della Camera Penale della Lombardia Orientale, ha ideato un percorso di educazione alla legalità, denominato “INSULA”, rivolto agli studenti ma in buona parte aperto anche al pubblico, che si sviluppa in tre tappe sul tema del carcere rieducativo.
Fare un progetto sulle carceri a scuola ha un profondo senso educativo e civico. L’obiettivo è formare cittadini più consapevoli, critici ed empatici. Gli studenti, e coloro che parteciperanno, esploreranno concetti come reato, pena, processo e Costituzione.
L’articolo 27 della Costituzione
In particolare, l’articolo 27 della Costituzione italiana, che stabilisce che “le pene… devono tendere alla rieducazione del condannato”, sarà un punto di partenza fondamentale per una riflessione critica sul vero scopo della detenzione.
Questo stimolerà i giovani a diventare cittadini più informati e partecipi. Un progetto sulle carceri spinge tutti a porsi domande complesse e a superare gli stereotipi. Ci si interroga infatti su temi delicati quali: Il carcere è l’unica soluzione possibile? La pena serve solo a punire o anche a reinserire? Quali sono le cause sociali della criminalità? Le condizioni di vita in carcere rispettano la dignità umana?
Affrontare queste domande aiuta a sviluppare la capacità di analizzare la realtà da più punti di vista, rifiutando semplificazioni e pregiudizi. Inoltre, entrare in contatto con la realtà carceraria ha un forte impatto emotivo in quanto permette di vedere le persone al di là del reato che hanno commesso, riconoscendone la storia, le fragilità e il potenziale di cambiamento. Questo processo è cruciale per abbattere il muro dell’indifferenza e sviluppare una maggiore sensibilità sociale. Infine, comprendere le conseguenze reali delle azioni illegali, sia per le vittime che per chi commette il reato, funziona come un potente strumento di prevenzione. Vedere come la vita di una persona possa essere stravolta da scelte sbagliate spinge i giovani a riflettere sul valore della libertà e sull’importanza della responsabilità individuale e collettiva.

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“Un progetto coraggioso”
Il Dirigente Scolastico del Liceo E. Fermi, Marco Tarolli, è certo che “permettere di avvicinarsi al mondo di chi sta trasformando in positivo i propri errori è di grandissimo valore per i nostri ragazzi, poiché sono purtroppo troppo immersi in una cultura della perfezione che genera inutili ansie e frustrazioni”.
Per il sindaco di Salò Francesco Cagnini e l’Assessore alla Cultura Alberto Comini è “un progetto “coraggioso”, di grande significato civico e culturale, soprattutto perchè coinvolge le giovani generazioni sul tema complesso e sempre attuale del carcere rieducativo. Il percorso di educazione alla legalità “Insula” ancora una volta ci vede collaborare convintamente con l’Istituto Fermi di Salò su temi di forte rilevanza sociale. Il lavoro di approfondimento ed elaborazione svolto dagli studenti e dai docenti restituisce valore alla nostra comunità e ai suoi visitatori – grazie alla mostra allestita in Sala dei Provveditori – proponendo una preziosa occasione di riflessione e approfondimento, oltre gli stereotipi”.
Border light. Ai confini della luce
Il progetto è così strutturato: dal 24/01 all’01/02 2026 “Border light. Ai confini della luce” mostra fotografica di Roberto Ridi
Inaugurazioni:
- Liceo “E. Fermi” di Salò, 24/01 ore 10.00 via Martiri delle Foibe, 8
- Sala dei Provveditori del Comune di Salò, 24/01 ore 15.00 lungolago Zanardelli, 55
- Orari di apertura delle sedi: Liceo “E. Fermi” di Salò, negli orari di apertura della scuola; Sala dei Provveditori del Comune di Salò: sab e dom: 09.00-12.00 e 15.00-19.00 mart e giov: 09.00-12.00 e 15.00-18.00
Roberto Ridi è un fotografo attivo a livello internazionale che ha realizzato un intenso reportage fotografico sul carcere di Pianosa. Nella Sala dei Provveditori sarà esposta una selezione di scatti dal reportage, mentre al Liceo E. Fermi saranno esposte le fotografie del back stage. Roberto Ridi sarà presente ad entrambe le inaugurazioni delle mostre, in compagnia di Giulia Manca, da quindici anni attiva sull’isola di Pianosa: racconto artistico e umano si intrecciano così inscindibilmente (le mostre sono aperte a tutti).

Dei delitti e delle pene
12 febbraio 2026, ore 14.30 – Auditorium del Liceo E. Fermi: “Dei delitti e delle pene”, incontro con l’avvocato Jacopo Barzellotti, penalista della Sezione di Brescia della Camera Penale della Lombardia Orientale, sul Diritto quale elemento culturale e di trasformazione della società, con particolare riferimento al diritto penale (l’incontro è aperto a tutti).

Nessuno è perduto
09 marzo 2026, ore 14.30 – Auditorium del Liceo E. Fermi: “Nessuno è perduto”, incontro con don Stefano Fontana, cappellano del carcere di Brescia “Canton Mombello”, sulla situazione nelle carceri italiane (l’incontro è aperto a tutti).

La visita a Pianosa
14/17 aprile 2026: visita a Pianosa (riservata ad un gruppo di studenti del Liceo “E. Fermi”).
Sono previsti diversi incontri e diverse attività: visita al carcere, incontro con Arnèra (Cooperativa Sociale che lavora con i detenuti di Pianosa), workshop fotografico con il fotografo Roberto Ridi, attività sportive (trekking e giro dell’isola in mountain bike) con le guide dell’isola, visita ai musei presenti sull’isola (Museo delle Scienze Geologiche e Archeologiche, Museo di storia pianosiana, Casa dell’Agronomo, Catacombe) con le guide dell’isola.
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