Il ritorno del Granchio di fiume nel Garda: un segnale di speranza per la biodiversità

LAGO DI GARDA - Dopo decenni di declino, il crostaceo autoctono torna a popolare le acque del Benaco: gli avvistamenti confermano popolazioni stabili e aprono nuove prospettive per la biodiversità del lago.

Il granchio di fiume (Potamon fluviatile), l’unico crostaceo decapode autoctono di acqua dolce in Italia, sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia sul Lago di Garda.

Dopo decenni di declino, numerosi avvistamenti, documentati con filmati nel loro habitat naturale, confermano il suo ritorno, in particolare lungo la sponda veronese del Benaco. Una notizia che riempie di ottimismo chi, come il WWF, lavora ogni giorno per la conservazione della natura italiana.

“Il ritorno del granchio di fiume nel Garda – dice Paolo Zanollo del WWF Bergamo Brescia –  è un segnale di speranza, quando la natura torna a riprendersi i suoi spazi, significa che proteggerla è possibile.”

Dal passato glorioso a un presente incerto

Fa sapere il WWF Bergamo Brescia: «Il granchio di fiume ha abitato per secoli torrenti, fiumi, canali a lento corso e ambienti lacustri del bacino del Mediterraneo, compresa l’Italia settentrionale.

Un tempo era presente anche nelle acque del Lago di Garda e nei suoi affluenti, dove trovava rifugio tra le pietre, sotto i tronchi e nelle tane che scava lungo le sponde.

È un animale robusto, con un carapace che può raggiungere i 5-6 cm, capace di tollerare brevi escursioni terrestri grazie alle branchie che mantengono l’umidità. Attivo soprattutto dal tramonto in primavera e autunno, è onnivoro: si nutre di detriti, piccoli invertebrati, vegetali e, come stiamo osservando sul Garda, anche di specie aliene.

Purtroppo, nel corso del Novecento, la specie ha subito un forte declino a causa dell’inquinamento delle acque, della distruzione degli habitat, delle alterazioni dei corsi d’acqua e della pesca illegale (la sua carne era considerata una prelibatezza).

Oggi è classificato come “Near Threatened” (prossimo alla minaccia) dalla Lista Rossa IUCN e risulta protetto da norme nazionali e locali. In molte aree del Nord Italia era scomparso o ridotto a piccole popolazioni isolate.

La conferma sul Lago di Garda

Oggi, grazie a segnalazioni di subacquei, appassionati e ai nostri monitoraggi, possiamo confermare la presenza stabile di numerose popolazioni di Potamon fluviatile soprattutto sulla sponda veronese del Lago di Garda.

I filmati e le foto mostrano esemplari adulti e giovani muoversi tra i sassi e la vegetazione sommersa, in habitat riparati e con buona qualità dell’acqua. Si tratta di un ritorno significativo, che indica un miglioramento delle condizioni ambientali in alcune zone del lago e dei suoi immissari.

Una particolarità affascinante osservata in questi individui è la loro interazione con la Dreissena polymorpha, la cozza zebrata. Questa specie aliena invasiva, arrivata in Italia negli anni ’80 e diffusasi in modo esplosivo in tutto il bacino del Garda, forma dense colonie sui fondali e sulle strutture sommerse. Il granchio di fiume sembra cibarsene, contribuendo così a un controllo naturale della sua diffusione.

Un esempio virtuoso di come una specie autoctona possa adattarsi e trarre vantaggio dalla presenza di un invasore, aiutando indirettamente l’equilibrio dell’ecosistema.

L’impegno del WWF: studi, immersioni e documentazione

Il WWF è in prima linea in queste attività di ricerca, biologi e subacquei stanno effettuando immersioni mirate e monitoraggi per mappare con precisione la distribuzione, stimare la consistenza delle popolazioni, valutare lo stato di salute degli individui e analizzare la qualità dell’habitat. Stiamo raccogliendo dati su alimentazione, riproduzione e possibili minacce residue (come inquinanti emergenti o alterazioni idriche).

Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla Community WWF SUB e dalla Citizen Science, insieme ad altri gruppi subacquei che ci forniscono preziose informazioni quando avvistano e fotografano gli esemplari.

Il rispetto dei sub verso il mondo sommerso è essenziale per queste osservazioni. Queste indagini non solo confermano gli avvistamenti , ma permettono di comprendere meglio come proteggere a lungo termine questa specie simbolo. Il granchio di fiume è un ottimo indicatore della salute degli ecosistemi dulciacquicoli: la sua presenza testimonia acque pulite, ossigenate e con una buona complessità ambientale.

Un appello alla cittadinanza

Il ritorno del granchio di fiume – conclude il WWF Bergamo Brescia – è una buona notizia, ma la sua conservazione dipende da tutti noi. È assolutamente vietato catturarlo o disturbarlo.

Chi avvista esemplari è invitato a segnalarli al WWF o alle autorità competenti, fornendo foto o video senza prelevarli dall’habitat.

Proteggere il granchio significa difendere l’intero ecosistema del Lago di Garda: dalle acque limpide alla ricca biodiversità che lo caratterizza. Le ricerche continueranno con sistemi tecnologici come l’uso di fototrappole subacquee speciali.

Continueremo a studiare, documentare e agire perché questo “piccolo gladiatore” delle nostre acque perchè possa prosperare di nuovo. Per qualsiasi informazione e segnalazione contattate WWF BERGAMO BRESCIA ETS: [email protected].

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