La guerra vista dai bambini siriani

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MADERNO – «La guerra attraverso gli occhi dei bambini siriani». È il titolo della mostra che l’associazione I CercAntico inaugurerà venerdì 5 settembre alle 18 nella galleria di via Benamati a Maderno.

In esposizione fino a dicembre lettere (tradotte in italiano) e disegni realizzati dai bambini dei campi profughi, ma anche fotografie. Queste ultime si potranno anche acquistare, per dare un contributo al «Progetto Syria» di cui è responsabile Simona Fila, promosso della onlus Comitato di solidarietà familiare.

“Di rientro dal viaggio in Syria con il Comitato di solidarietà familiare avvenuto dal 13 al 16 giugno 2013, su delega del Presidente della Onlus Fabio Gasparini – spiegano gli organizzatori della mostra – abbiamo immediatamente iniziato il progetto in corso. Riteniamo innanzitutto doveroso unire gli sforzi di coloro che stanno lavorando per la Syria in modo trasparente ed efficace. Per questo abbiamo creato uno staff italo-siriano selezionando tutti coloro che hanno per competenze e capacità la possibilità di apportare il loro prezioso lavoro, facendolo confluire sotto l’ombrellone organizzativo della onlus e utilizzando i canali istituzionali che abbiamo aperto e consolidato nel nostro viaggio in Syria. Il comitato ha creato rete con l’ambasciata italiana ad Ankara, con il ministero esteri turco, ufficio relazioni con associazioni internazionali e la mezzaluna rossa turca. Questo ponte istituzionale consentirà di ovviare a tutti i possibili inconvenienti logistici e massimizzare i risultati degli sforzi di tutti coloro che stanno lavorando per la Syria”.

Segnaliamo che fino a novembre, inoltre, presso la galleria I CercAntico si organizzano per le scuole primarie e secondarie laboratori didattici per sensibilizzare bambini e ragazzi sulle conseguenze della guerra ([email protected]). La mostra è visitabile nei seguenti orari: venerdì 16-19, sabato 15-18, domenica 10-12 e 15-18; in altri giorni su appuntamento (348.0301632).

Info: cercantico.com

mostra syria
Un disegno di un bimbo siriano in fuga dagli orrori della guerra.

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