Gestori cercansi per case cantoniere

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ALTO GARDA – Tre case cantoniere gardesane nel progetto pilota per il recupero di questi edifici. Sono quelle di Salò, Toscolano Maderno e Limone. Ecco cosa potranno diventare.

Disseminati su tutto il territorio nazionale, inutilizzati da tempo, alcuni di questi edifici torneranno a nuova vita. Quattro si trovano nel Bresciano, tre dei quali sul Garda (l’altro a Ponte di Legno). Si tratta delle case cantoniere di Salo, Toscolano Maderno e Limone (tutte sulla Gardesana Occidentale).

Diventeranno edifici strategici dal punto di vista turistico, con un occhio di riguardo al movimento vacanziero sostenibile, quello che non corre e si ferma ad esplorare il territorio, i boschi, le strade secondarie, i borghi nascosti. Rinasceranno insomma come ostelli, ristoranti, locande, b&b, punti informativi, ciclofficine, luoghi di promozione e vendita dei prodotti tipici, starting point per attività sportive e altro ancora.

Questo destino è riservato a 30 delle 1.244 case cantoniere sparse sul territorio nazionale, caratteristici edifici dall’inconfondibile color rosso pompeiano che un tempo erano le abitazioni dei “cantonieri”, figure istituite nel 1830 per mantenere e controllare un “cantone” stradale. Un patrimonio immobiliare in cerca di una nuova destinazione, visto che meno della metà delle case cantoniere (607) sono attualmente utilizzate dall’Anas come sedi operative, magazzini, uffici, ecc. Le altre potranno essere riqualificate.

È per lo meno quanto si prefigge il progetto di recupero e valorizzazione promosso da Anas, ministero per i Beni Culturali, ministero delle Infrastrutture e Agenzia del Demanio, finalizzato a trasformare le vecchie cantoniere in luoghi di valorizzazione e promozione del territorio (lo scorso 16 dicembre la firma dell’accordo alla presenza dei ministri Delrio e Franceschini, del presidente Anas Vittorio Armani e del direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi).

La fase pilota del progetto prevede che, partendo da un primo portafoglio di 30 case, si inizi a riqualificare le strutture, mettendole poi a bando ed affidandole in gestione a privati. Le 30 cantoniere selezionate si trovano soprattutto lungo due direttrici importanti per la vacanza slow: la via Francigena e il tracciato dell’Appia Antica. Ma anche in zone ad alta vocazione turistica, come appunto la riviera bresciana del Benaco e Ponte di Legno. Anas si farà carico della ristrutturazione degli immobili e definirà gli standard di servizi che potranno ospitare.

Secondo il progetto dell’Anas ogni casa cantoniera potrà offrire una serie di servizi “base” con una qualità e un costo standard, a cui si aggiungerebbero altri servizi e beni specifici della struttura e del territorio. La gestione dovrebbe essere un’opportunità per giovani imprenditori selezionati sulla base della capacità e dei progetti.

Tutte le info sul sito www.casecantoniere.it.

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Le dichiarazioni

“L’operazione rientra in una politica di cura dei beni pubblici e di attenzione al territorio – ha dichiarato il ministro Graziano Delrio – che si esprime in altre azioni del Governo, volta alla valorizzazione di edifici e infrastrutture esistenti, per favorirne la fruizione da parte dei cittadini in tutto il Paese. Oltre a garantire servizi e infrastrutture di trasporto efficaci, veloci e intelligenti, vogliamo in questo modo evidenziare anche un altro modo di viaggiare, più lento e sostenibile, più attento al paesaggio, alla sosta, alle emergenze storiche e culturali. Con la firma di questo protocollo, le Case Cantoniere di Anas ritorneranno ad essere simbolo positivo di un’identità italiana diffusa di accoglienza e di relazione tra le persone”.
“Le Case Cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale e contraddistinte dall’inconfondibile colore rosso pompeiano – ha dichiarato il ministro Dario Franceschini – costituiscono un brand formidabile per promuovere quel turismo sostenibile necessario allo sviluppo sociale, economico e culturale dei tanti territori ricchi di arte, tradizioni enogastronomiche e bellezze paesaggistiche che rendono l’Italia un Paese unico al mondo. Grazie alla voglia di fare di chi saprà cogliere questa opportunità, luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l’Italia al giusto ritmo”.
“La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico – ha dichiarato il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi – è oggi una grande opportunità per realizzare progetti concreti di slow travel, rimettendo in funzione beni abbandonati lungo itinerari turistici e culturali di grande valore. L’Agenzia del Demanio è impegnata a fianco degli altri Enti pubblici per promuovere iniziative che restituiscano nuova vita agli immobili in disuso, anche minori, lungo i più suggestivi percorsi religiosi, culturali e naturalistici italiani, rispondendo così a un’esigenza collettiva sempre più forte di recupero di luoghi pubblici, con il rilancio dell’imprenditoria e dell’occupazione.”
“Il nostro patrimonio immobiliare – ha sottolineato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – rappresenta un valore sociale ed economico di fondamentale importanza per il Paese che, attraverso l’avvio di concrete iniziative di riqualificazione, può costituire un fattore di crescita per l’economia e per l’occupazione”.

Casa cantoniera Salò
L’inconfondibile rosso pompeiano delle case cantoniere fa da sfondo allo stella dell’Anas.

La storia dei cantonieri e delle case cantoniere

Il Regio Decreto del Re di Sardegna, Carlo Felice, del 13 aprile 1830 istituisce la figura del cantoniere, affidandogli il compito di manutenere e controllare un ‘cantone’ della strada (un tratto di 3-4 chilometri).

Per svolgere questi incarichi i cantonieri dovevano abitare in case site ai margini di ciascun cantone. Nasce così la Casa Cantoniera.

150 anni dopo la funzione della figura del cantoniere viene modificata ed aggiornata. Nel 1982 viene introdotto il “Regolamento dei Cantonieri” che cancella il vecchio concetto di ‘cantone’ e introduce ‘squadre, nuclei e centri di manutenzione’ dotati di personale e mezzi.

Oggi il cantoniere agisce con i più moderni mezzi e strumenti tecnologici.

Anas possiede su tutto il territorio nazionale 1.244 case cantoniere. Circa la metà sono impiegate come: sedi operative, base per personale di esercizio, sede di Amministrazioni pubbliche, Enti e Onlus, magazzini operativi. La restante parte può essere riqualificata.

Altre info qui: www.stradeanas.it/…/case_cantoniere

Casa cantoniera Salò
Particolare della casa cantoniera di Salò, posta lungo la Gardesana 45 bis.

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