Sublacuale sotto i ferri, manutenzioni in profondità per 1,8 milioni

LAGO DI GARDA - Acque Bresciane si appresta ad attuare lavori di manutenzione dei tubi che trasportano i reflui fognari da Toscolano a Torri. Intervento da 1,8 milioni. In allestimento un pontone con due camere iperbariche per i sub, che opereranno a -200m.

Un cantiere insolito, unico nel suo genere, è quello in fase di costituzione sulla riva di Toscolano Maderno, a ridosso della Cartiera e ad una lingua artificiale di terra che servirà per facilitare le operazioni di messa in lago della piattaforma sulla quale poi dovranno essere posizionate due camere iperbariche.

Un intervento davvero unico (nel 2017 un intervento per certi versi analogo a quello del lago di Garda, è stato effettuato alle profondità massime di -60/-70 m, sul lago di Mosul nel Kurdistan iracheno per il ripristino della funzionalità dei boccaporti della diga che erano stati bombardati durante il conflitto armato in Iraq), che mette alla prova le competenze della società nella sfida sempre attuale della prevenzione e sicurezza.

Non a caso Acque Bresciane da oltre 2 anni, ad integrazione del programma di manutenzione già esistente, ha avviato ulteriori ispezione periodica delle condotte sub lacuali presenti sul lago di Garda con un ulteriore piano EPRS – Emergency Procedure Repair System predisposto dall’Ing. Graziano Falappa e finalizzato a prevenire o ridurre i rischi di danneggiamento delle condotte, oltre che selezionare le procedure ed i mezzi da usare in un eventuale intervento di riparazione in emergenza.

Le condotte a Toscolano.

 

La condotta sublacuale, caratteristiche

Il collettore fognario, gestito da Acque Bresciane, è stato realizzato sul finire degli anni ’80 ed è costituito da 2 condotte parallele in acciaio che convogliano in pressione i reflui fognari ancora da trattare, da Toscolano Maderno sulla sponda bresciana sino a Torri del Benaco sulla sponda veronese, in prossimità di Punta San Vigilio. Esso attraversa l’alto lago di Garda per una lunghezza di circa 7,3 km lungo un tracciato che raggiunge la profondità massima di -242 m.  Una volta raggiunta l’altra sponda, i reflui fognari vengono a loro volta convogliati nel collettore veronese sino a raggiungere il depuratore di Peschiera del Garda in grado di trattare le portate dell’intero lago.

 

La problematica specifica e i primi interventi

Nel corso di una serie di ispezioni eseguite nel maggio 2017 si rilevò sulla superficie esterna delle condotte fognarie la presenza di alcuni aggregati e bioconcrezioni generate da particolari batteri ed un conseguente fenomeno di biocorrosione o MIC (Microbiological Induced Corrosion); in gergo si definisce anche “pitting” e/o “vaiolatura”. Questo processo biologico, se trascurato può progressivamente portare ad una riduzione degli spessori resistenti delle tubazioni. Al fine di prevenire eventuali rischi di sversamento, furono quindi tempestivamente eseguiti tutta una serie di interventi di riparazione delle condotte sub lacuali in basso fondale (sino alla profondità di circa -40,0 m) mediante “clampaggio meccanico” esterno delle condotte stesse. Parallelamente furono eseguite delle ispezioni visive di dettaglio anche in alto fondale grazie ad un veicolo teleguidato ROV, riscontrando ulteriori punti di bioconcrezioni disposti su entrambe le condotte (da -40,0 m sino a -120,0 m di profondità).

Le piattaforme su cui saranno collocate le camere iperbariche.

 

Le ultime ispezioni e i nuovi interventi

Nell’ambito di una successiva ispezione, come da manuale, si è riscontrata una variazione in aumento rendendo necessario un complesso intervento di riparazione delle condotte in alto fondale, anche a profondità di circa 180 metri. Operazione dunque delicata che richiederà l’impiego di sub in saturazione iperbarica. Dal punto di vista operativo, gli interventi di riparazione altamente specialistici, affidati alla Ditta Drafinsub di Genova (come da regolare appalto) richiederanno l’impiego di una squadra di sommozzatori che per la prima volta al mondo si caleranno sul fondo del lago, ovvero in un bacino “chiuso” non raggiungibile da mezzi marini, sino alla profondità massima di -180 m, con possibilità di estensione operativa sino a circa -200 m. Per questo vi è stata la necessità di realizzare e allestire direttamente sul lago di Garda uno specifico pontone di appoggio per tutte le attrezzature necessarie.

Una task force di specialisti: Contestualmente alle suddette operazioni, sono stati consegnati alcuni campioni di bioconcrezioni al laboratorio dell’Università degli Studi di Brescia, coordinato dalla Responsabile Prof.ssa Pedrazzani e alla quale da Acque Bresciane ha affidato il compito di individuare ed accertare la tipologia e la natura dei ceppi batterici.

Le clampe utilizzate per rinforzare la tubatura.

 

I costi

1.800.000 euro. Inizialmente ammontavano a 1.000.000 euro. A seguito delle contestuali ispezioni, si è reso necessario l’implementazione d’investimento.

Le tempistiche stimate: avvio e chiusura

20 novembre 2018– consegna ufficiale lavori alla ditta aggiudicatrice

28 gennaio 2019- Avvio predisposizione cantiere

16 febbraio 2019– termine predisposizione cantiere e contestuale avvio degli interventi

17-18 febbraio 2019– controllo omologazione da parte degli organi competenti RINA

Dal 19 febbraio al 18 marzo 2019– rimozione delle incrostazioni e conseguente apposizione nei punti individuati delle “clampe” a fasciatura.

Dal 25 marzo al 27 marzo 2019– demobilitazione del cantiere

31 marzo 2019– consegna al demanio (salvo imprevisti)

 

Considerazioni finali di Acque Bresciane: ad oggi, pur non verificandosi alcun sversamento di acque reflue, gli interventi si sono resi necessari al fine di scongiurare (o quanto meno di minimizzare) il rischio che le incrostazioni possano diminuire sempre di più lo spessore delle condotte, laddove sono state rilevate le bioconcrezioni e fenomeni di “vaiolatura”.

La gru utilizzata per allestire il pontone galleggiante.

 

Hanno detto

Il Presidente Gianluca Delbarba: “Quando si tratta di prevenzione le chiacchiere stanno a zero. Quest’opera, unica nel suo genere, dimostra di quanto la società sia in contatto con le esperienze tecniche più all’avanguardia e allo stesso tempo di quanto sia dirimente la soluzione del nuovo collettore.”

Ing. Graziano Falappa, direttore dei lavori: “con questa opera Acque Bresciane si inserisce in un quadro di innovazione di livello mondiale. Vi è stata infatti la necessità di realizzare e allestire direttamente sul lago di Garda uno specifico pontone di appoggio, debitamente omologato dalle competenti Autorità onde poter intervenire con sommozzatori in saturazione iperbarica sino alla profondità massima di circa 180 m, mai raggiunta sinora su un lago. Una sfida davvero inedita frutto solo dell’ingegneria, della tecnologia e delle capacità italiane.”

La camera iperbarica.

 

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