Cittadinanza onoraria al duce. Stasera la mozione in Consiglio comunale

SALÒ – Stasera in Consiglio comunale la mozione che chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Come voterà la maggioranza Cipani? Intanto vi presentiamo il testo del decreto di conferimento del 1924.    

A Salò è l’argomento del giorno da quando, lo scorso 27 marzo, il consigliere di opposizione Stefano Zane, peraltro appartenente a una famiglia che si è distinta nella lotta partigiana sulle sponde del Garda, ha presentato una mozione per chiedere che il Consiglio revocasse l’onorificenza (la puoi leggere qui

Il tema, in un Paese che non ha chiuso i conti col suo passato, è rovente e ovviamente ha diviso in due l’opinione publica.

Vedremo se invece la maggioranza riuscirà a votare compatta, trovando una posizione condivisa e magari unanime. Lo hanno auspicato anche quattro ex sindaci (Riccardo Marchioro, Giuseppe Mongiello, Giovanni Cigognetti e Barbara Botti), che hanno inviato una lettera aperta al Consiglio comunale (la puoi leggere qui) nella quale, tra l’altro, scrivono: “Oggi ci troviamo di fronte a una nuova scelta da compiere: cioè tra il confermare di fatto una onorificenza a chi ha legato Salò al nazifascismo, o revocarla nello spirito della Costituzione, con ciò sottolineando il proprio rifiuto di una ideologia che ha calpestato i diritti umani”.

Chi è curioso di sapere come andrà a finire questa vicenda dovrà attendere questa sera. Il Consiglio è convocato alle 20.30. La mozione di Zane è programmata sui titoli di coda, all’ultimo punto all’ordine del giorno. Ma non è escluso che il punto sulla mozione possa essere anticipato.

 

In questi giorni i giornali hanno parlato ampiamente di questa vicenda. Ha scritto lo storico Roberto Chiarini sul Giornale di Brescia: “Il piano per il conferimento della cittadinanza onoraria al vincitore è perciò solo il segnale poco più che simbolico dell’affossamento in corso della democrazia, processo che sfocerà nel giro di due anni nell’instaurazione di una dittatura grazie all’approvazione delle cosiddette «leggi fascistissime», tomba della libertà di parola, di stampa e di associazione”.

Il decreto di conferimento della cittadinanza a Benito Mussolini.

 

Ecco cosa si legge nel decreto di conferimento della cittadinanza:

Salò, questo giorno di venerdì ventitrè maggio millenovecentoventiquattro a ore dieci antimeridiane, nell’ufficio comunale, il Sig. Punzo Cav. Salvatore (*), Commissario Prefettizio, in seguito a dimissioni dell’Amministrazione ordinaria di questo Comune in forza al decreto 4 giugno 1913 n. 926, assumendo le funzioni del Consiglio comunale, coll’assistenza dell’infrageritto Segretario comunale, ha adottato sull’oggetto a margine, la seguente deliberazione:

Alla vigilia della apertura della nuova Camera, sorta con plebiscitaria votazione del Popolo Italiano, dopo la grandiosa rivoluzione fascista;

Considerata l’opera grandiosa e faticosa di ricostruzione e di rinnovamento alla quale, con meravigliosa abnegazione e con fede incrollabile, attende da oltre diciotto mesi, il Capo del Governo e Duce del Fascismo, S.E. Benito Mussolini;

Ritenuto essere dovere dei cittadini confortare con l’azione disciplinata e col consenso cordiale l’opera di Colui che alla Patria, e per essa, dedica ogni personale energia ed attività; e manifestargli la profonda riconoscenza per l’opera ricostruttrice e provvidenziale da Lui iniziata e che certamente saprà condurre a termine, rendendosi sicuro interprete dei sentimenti di questa patriottica popolazione,

delibera

di conferire a S.E. Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Salò.

Letto e approvato.

Il Commissario Prefettizio              Il Segretario Comunale

* Salvatore Punzo fu inviato a Salò nel 1919 per fondare la sezione del partito fascista. Segretario del Fascio di Combattimento di Salò, fu commissario prefettizio dal 4 giugno 1923 al 19 ottobre 1924. Nella relazione di fine mandato, datata 20 ottobre 1924, comunica: “Ho concesso la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini… Salò annovera un altro cittadino onorario, Gabriele d’Annunzio: questi due grandi italiani sono ben degni di figurare insieme tra i cittadini della perla del Garda che, sempre ed ovunque, ha palpitato di purissima italianità”.

Il faldone in cui è conservato il decreto di conferimento della cittadinanza.

 

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