Elena Ledda presidente del Centro nazionale di Studi dannunziani

PESCARA - Elena Ledda, presidente dell'Ateneo di Salò, la più antica a prestigiosa istituzione culturale gardesana, è stata nominata presidente del Centro nazionale di Studi dannunziani di Pescara.

Costituitosi legalmente nel 1979, ma operativo dal 1963, il Centro nazionale di Studi dannunziani di Pescara ha nominato il nuovo presidente. E’ Elena Ledda, che del Poeta ha iniziato a occuparsi fin dagli anni della tesi di laurea su Fiume.

Responsabile delle Biblioteche della Fondazione del Vittoriale per oltre vent’anni, già direttrice dell’Associazione culturale dannunziana «L’oleandro», è stata curatrice per Garzanti del Notturno e autrice di numerosi saggi e libri tra i quali ci limitiamo a ricordare: l’epistolario di d’Annunzio Il fiore delle lettere, Il poeta istorico, Fiume e d’Annunzio e Antonio Duse medico di piaghe e dottore di stelle.

La neo eletta, dal 2016 alla presidenza dello storico Ateneo di Salò, viene a trovarsi ora anche al vertice di una delle più prestigiose istituzioni culturali abruzzesi.

Il Centro nazionale, creato dall’indimenticabile giornalista e critico letterario Edoardo Tiboni, promotore anche del Premio Flaiano e della Fondazione che porta il suo nome (ora presieduta dalla figlia Carla), opera statutariamente per l’approfondimento degli studi e la ricerca di fonti documentali sulla figura e l’opera del Poeta. Al suo attivo: l’organizzazione di 45 convegni nazionali e internazionali seguiti dalla pubblicazione degli Atti, la stampa della rivista semestrale «Rassegna dannunziana» e di volumi monografici di alta valenza filologica, la produzione di documentari e l’allestimento di mostre.

Dalla prossima riunione consigliare, fissata per la fine di giugno, uscirà la nuova programmazione culturale che si prevede ricca di eventi date le celebrazioni di due importanti anniversari che vengono a cadere quest’anno: i 40 anni di costituzione del Centro nazionale di Studi dannunziani e i 100 anni dell’impresa di Fiume.

D'Annunzio
Gabriele d’Annunzio.

 

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