A Lazise l’antico rito della trebbiatura diventa festa

LAZISE - Tre giorni di sagra ferragostana per gli appassionati della terra e delle macchine agricole d'epoca con la Festa della trebbiatura ed aratura in località Parolota, fra Lazise e Colà. La cucina propone soprattutto trippe e risotto col "tastasal".

E’ diventata ormai una tradizione e sta coinvolgendo non solamente le famiglie contadine e gli amici della campagna, ma anche e soprattutto i turisti che a ferragosto affollano le rive del lago di Garda.

Campo di trebbiatura ed aratura è la località Parolota, dove ha sede l’azienda agricola dei fratelli Marcato, da anni promotori con il Gruppo Trebbiatori di Sandrà della manifestazione.

La festa inizia venerdì 9 agosto alle 17 con l’apertura della mostra statica delle macchine agricole d’epoca, dove la parte del leone la fanno i trattori, soprattutto i Landini. Alle 20 ha inizio la trebbiatura del mais con una attempata ma funzionale macchina e subito dopo quella del frumento.

 

La manifestazione continua nella giornata di sabato 10 agosto con l’inaugurazione vera e propria , alle 11,00 con la presenza delle autorità locali. La giornata serba molte iniziative che si succederanno fino a notte: dalla trebbiatura del frumento, all’aratura con i trattori d’epoca, alla animazione formativa dei bambini con ricamo, laboratorio del legno e giardinieri per un giorno. Infine la presentazione della sgranatura del mais, a mano, come un tempo.

Domenica 11 agosto, la giornata si apre con la messa , alle 8, all’oratorio di Sant’Antonio in località Palù. Continuano le operazioni di trebbiatura ed aratura ed alle 16,00 ci sarà un momento culturale proposto dalla biblioteca comunale con le letture animate per tutti i bambini presenti.

 

Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile degustare la cucina locale, soprattutto le trippe ed il risotto col tastasal.

“Siamo tutti volontari – spiega Augusto Modena del Gruppo Trebbiatori Sandrà – e siamo unicamente animati dalla passione per la campagna e per le antiche tradizioni contadine. Utilizziamo soprattutto – continua Modena – mezzi agricoli del secolo scorso, alcuni ormai desueti, ma che ci ricordano l’amore per i campi e per il territorio. Alcuni, soprattutto i vecchi Landini, sono autentici pezzi di storia che vanno conservati e tutelati. Non da meno le macchine trebbiatrici. Storia e tradizione assieme per tramandarli alle nuove generazioni.”

Sergio Bazerla

 

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