Desenzano: temperatura alta in Consiglio comunale

DESENZANO DEL GARDA - Manca il numero legale: viene richiamato un consigliere con la febbre. La minoranza abbandona l’aula e chiama i carabinieri. Clima infuocato in Consiglio comunale a Desenzano.

Questo il comunicato diffuso dai consigli di minoranza Rodolfo Bertoni, Maurizio Maffi, Valentino Righetti, Giustina Bonanno, Andrea Spiller, Sergio Parolini e Patrizia Solza: «Mercoledì in consiglio comunale si è verificata una situazione inverosimile: la maggioranza ha garantito il numero legale minimo, di nove consiglieri (presidente Polloni assente), garantito dalla presenza di un consigliere che ha dichiarato di aver avuto dalla mattinata la febbre, quindi non avrebbe potuto essere presente.

Consideriamo come minoranza questo atto gravissimo, perché dimostra l’ennesimo mancato rispetto delle regole e soprattutto mette in pericolo la sicurezza e la salute degli altri consiglieri e dei dipendenti comunali.

Dunque, un comportamento quello del consigliere irresponsabile, perché avrebbe dovuto restare a casa. Di conseguenza i consiglieri di minoranza si sono rifiutati di entrare per non rischiare di mettere in pericolo la loro salute e di fatto è stato loro impedito di esercitare il sacrosanto diritto di svolgere il loro ruolo istituzionale. Abbiamo purtroppo sentito alla fine del consiglio il Sindaco dichiarare che invece era tutto in regola, perché il consigliere con la febbre aveva eseguito il tampone il giorno precedente.

I Consiglieri di minoranza – conclude il comunicato – stigmatizzano che le azioni più gravi compiute da questa amministrazione non riguardano tanto le opere pubbliche che progettate e/o realizzate sono state più o meno condivise, ma quelle di mancata tutela dell’istituzione comunale nella sua integrità, che spesso è stata svilita come se si trattasse di un bar sport».

Aggiunge il consigliere Maffi: «Il presidente Polloni, in conferenza dei capigruppo svoltasi il 16 dicembre, vista anche la situazione pandemica che giorno dopo giorno sta peggiorando, non vuole sentire ragioni per convocare il Consiglio su piattaforma mista o integralmente online.

Nel contempo alcuni consiglieri presentano sintomi da raffreddamento, anche con febbre, che in questo contesto pandemico non sono da trascurare, in particolare se non si è vaccinati. Succede che all’inizio del Consiglio Comunale il presidente Polloni non si presenta, non siamo a conoscenza delle motivazioni, non è la prima volta che questo accade, ormai è un’abitudine. Nel contempo Sindaco e maggioranza, all’insaputa di molti ed in contrasto con il regolamento hanno predisposto per alcuni la possibilità di partecipare da remoto. Attenzione la convocazione era chiara: Consiglio Comunale in presenza. Non è che le regole si cambino a piacimento o seguendo le tacche di un termometro o ancor peggio il desiderata di pochi, in una istituzione comunale in primis sono il Sindaco ed il presidente del Consiglio che hanno il dovere e l’obbligo di farle rispettare. Tra l’altro la tecnologia del quale l’ente è dotato permette la massima flessibilità.

Dura lex sed lex, la convocazione in essere – continua Maffi – va rispettata ed ecco che a questo punto scatta la chiamata alle armi, serve il numero legale, che certamente la minoranza non può garantire, così anche chi ha annunciato sintomi si precipita in sala consiliare per l’adunanza.

Ha inizio uno squallido consiglio comunale dove uno dietro l’altro vengono annunciati i punti all’Odg, nessun intervento, nessuna discussione da parte dei componenti della maggioranza, i soli presenti in aula, che si limitano velocemente a votare i 12 punti che rappresentano il bilancio di previsione dell’ente per l’anno 2022, stiamo parlando di un bilancio di oltre 58.000.000 €, il tutto si è risolto in poco più di 50 minuti.

Lascio a voi ogni considerazione».

 

 

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