A proposito della fermata TAV sul Garda

BASSO GARDA - Le considerazioni di un lettore sulla fermata TAV a Desenzano: l'ennesimo sfregio al territorio agricolo per soddisfare un mercato turistico insaziabile?

«Ho seguito parzialmente – scrive il lettore – il dibattito sulla fermata TAV a Desenzano innescato da alcuni gruppi politici e ambientalisti. Confesso che non avevo un’idea precisa sull’utilità a meno di questa infrastruttura; poi, però, l’argomento mi ha sollecitato una riflessione più approfondita che non può discostarsi dalla percezione che si vuol dare del Lago di Garda.

Il discorso, a mio parere, ritorna sempre allo stesso punto: quale uso vogliamo fare dell’ambiente gardesano. In questi anni si sono sprecate affermazioni un tantino esagerate, ma ovviamente funzionali a dare un’immagine del lago che garantisca un sicuro riscontro economico.

“Il più bel lago del mondo”, “L’ottava meraviglia del mondo”, “La ciclabile più bella del mondo” e via dicendo, in un crescendo di affermazioni che mortificano un po’ i tanti luoghi meravigliosi presenti sulla terra (qualcuno ha visitato la Monument Valley, il Grand Canyon o il Bryce Canyon, solo per stare negli USA?).

Affermazioni che potrebbero inorgoglirci se non fossero finalizzate al solo ritorno economico di operatori turistici, imprese edili, agenzie immobiliari e tutto quanto ruota attorno ad un mercato turistico insaziabile e poco rispettoso del territorio.

Se veramente si considerasse l’ambiente gardesano come unico ed ineguagliabile lo si avrebbe trattato e lo si tratterebbe diversamente. E non sto a rifare l’elenco degli abomini che hanno sfregiato irrimediabilmente il nostro territorio o che ne hanno trasformato l’invaso in una gigantesca piscina ad uso e consumo degli umani con buona pace per i coregoni, le anguille, le aole e le polemiche sul nuovo depuratore.

Se si fosse amato veramente questo territorio avremmo accudito ogni singolo angolo con la stessa premura con cui curiamo le nostre aiuole predilette nel giardino di casa.

Ma le cose non sono andate così: gli interessi economici, accompagnati da un insano egoismo ed una sconcertante  insensibilità, hanno prevalso in modo smodato.

Ecco che allora la fermata TAV di Desenzano può essere giudicata sotto quest’ottica. Un ulteriore struttura che toglierà territorio agricolo e che contribuirà ad aumentare ancor più il turismo mordi e fuggi.

In vena di polemica, pongo una domanda: se si fosse trattato di agevolare con trasporti veloci i lavoratori pendolari o gli studenti, ci saremmo scaldati tanto per la fermata TAV sul Garda?

Un’ ultima osservazione: ho notato che tra le sigle dei gruppi politici e dei movimenti che contestato la fermata TAV non compare quella del PD. Un tempo (quando c’era il PCI) la sinistra si intestava queste battaglie politiche e ne faceva una bandiera. Ora le battaglie sono per il rincaro del prezzo dei pannolini».

Luca Pelizzari

 

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