WWF: un anno nero per i cigni del Garda
LAGO DI GARDA - Il Wwf Bergamo Brescia ribadisce l'importanza di non dare alcun tipo di cibo alla fauna selvatica! Per i cigni problemi di Intossicazioni e malnutrizione.
«Un altro cigno è tornato finalmente a casa – scrive in un post social il Wwf Bergamo Brescia -, a farsi cullare dalle dolci e fredde acque del suo lago di Garda, un habitat perfetto che purtroppo spesso nasconde insidie e pericoli che non perdonano. Sua maestà il Cigno Reale che porta in sé l’armonia, l’estetica, l’eleganza e un fascino irresistibile, oggi è di nuovo il padrone del Lago.
Intossicazioni, malnutrizione e ferite sono le cause dei numerosi problemi che hanno costretto WWF e Polizia Provinciale ad effettuare decine di recuperi nel basso lago tra Padenghe Lonato Desenzano e Sirmione.
Sono esemplari per lo più giovani, molti purtroppo per cause ancora da chiarire non ce l’hanno fatta, nonostante le cure prestate al centro di recupero WWF di Valpredina. Nel Cras di WWF, struttura realizzata dal WWF Italia che ha lo scopo di recuperare animali Selvatici feriti o in difficoltà per curarli e rimetterli in libertà, vengono accolti più di 3000 animali selvatici ogni anno.
Oggi la libertà l’ha riconquistata il nostro Cigno reale, dopo quasi un mese di clinica, è stato rilasciato questo giovane esemplare prelevato in fin di vita per malnutrizione, uno dei tanti che portano gli esperti a pensare che la causa è solamente da attribuire alla difficoltà di procacciarsi il cibo da soli perché viene somministrato loro “illegalmente” dall’uomo.
Non ci stuferemo mai di dirlo che non bisogna dare alcun tipo di cibo alla fauna selvatica! Il cibo rende questi animali selvatici anche pigri.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsMolti cigni infatti, soprattutto i giovani, finiscono spesso per impigrirsi perchè abituati a ricevere abitualmente cibo dalle “dame di carità” umane, perdendo così l’abitudine di procacciarsene da soli quando serve.
Un’altra causa è l’intossicazione perché questo selvatico viene a nutrirsi con cibi che risultano per lui tossici, cibi offerti accidentalmente o volontariamente. Poi ci sono ferite da lenze da pesca abbandonate, intrappolamenti con reti di nylon e a volte ferimenti gravi causati da imbarcazioni a motore.
«Se all’apparenza – scrive il WWF sulla sua pagina Facebook – dare da mangiare ad un simpatico animale selvatico sembra un atto innocuo, in realtà si genera un grave danno all’ambiente e all’animale.
Lo continuiamo a ripetere !! Il cibo di cui hanno bisogno lo trovano in natura e pure in abbondanza !!
Il foraggiamento artificiale, per di più aggregando gli animali in siti di concentrazione degli alimenti come in questi casi, aumenta inoltre il rischio significativo di trasmissioni di malattie, che possono sfociare in situazioni epidemiche; si determina poi un rapporto di dipendenza e una alterazione dei normali comportamenti dell’animale tra cui la naturale diffidenza verso l’uomo con possibili conseguenze negative sia per loro che per gli esseri umani».
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