Il museo archeologico Postumiae Antiquarium di Gazoldo degli Ippoliti
GAZOLDO DEGLI IPPOLITI (MN) - Giovedì 27 la presentazione del Museo archeologico Postumiae Antiquarium di Gazoldo degli Ippoliti.
L’idea dell’istituzione di un museo archeologico che avesse come riferimento fondamentale i territori mantovani attraversati dalla strada consolare romana Postumia, la cui realizzazione risale al 148 a.C., ebbe origine nell’anno 1996 a Cremona, dove si tenne un convegno nazionale dal titolo “Postumia optima via, archeologia e storia intorno a una grande strada romana alle radici dell’Europa”.
Un altro tassello fondamentale fu il convegno di studi del 2006, promosso a Gazoldo degli Ippoliti, dall’Associazione Postumia, ricalcante lo stesso titolo “Postumia optima via”, allo scopo di istituire una raccolta archeologica territoriale, che portò nel 2018 all’inaugurazione a Piubega, in provincia di Mantova, del Museo archeologico “Postumiae Antiquarium” a cura dell’Associazione Postumia in collaborazione con vari Enti. La raccolta museale di Piubega approdò nell’anno 2021 a Gazoldo degli Ippoliti, negli spazi della Rocca Palatina degli Ippoliti, grazie ad un accordo tra l’amministrazione comunale, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Mantova e l’Associazione Postumia.
In esposizione 3.000 reperti archeologici
È uno dei più antichi edifici storici del paese che fu feudo della famiglia Ippoliti con diretta investitura imperiale concessa nel 1354 ed in essere sino alla fine del Settecento.
Il palazzo, di pregio storico ed artistico, ora presenta nelle sue sale il nuovo allestimento multimediale con l’esposizione di circa 3.000 reperti archeologici del territorio circostante. Il restauro e l’allestimento attuali del Museo, iniziati nell’anno 2023, sono in capo al Comune di Gazoldo degli Ippoliti, che ha beneficiato del finanziamento previsto dal bando PNRR nell’ambito dell’investimento per il patrimonio culturale Nextgeneration-EU, per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura.

Il progetto e l’allestimento
Il progetto e l’allestimento sono stati curati dal Conservatore del Museo Iames Tirabassi con il sostanziale aiuto di Paolo Montanari e dell’azienda Cheleo Multimedia, specializzata in allestimenti multimediali. Indispensabile è stata la supervisione e collaborazione dei funzionari Leonardo Lamanna, Chiara Marastoni e Simone Sestito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi.
Il Comune di Gazoldo degli Ippoliti ha incaricato Isaela Sanguanini per la direzione esecutiva. L’intera équipe è stata affiancata da varie aziende, come Soluzioni e Sinergie, specializzata nello sviluppo della comunicazione internet e social. Elena Fiordaligi, direttore dei lavori edili, ha invece progettato e seguito il restauro e l’adeguamento funzionale dell’immobile con la collaborazione di diverse aziende.
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Il percorso espositivo
Il percorso espositivo è posto su due piani in sei sale, all’ingresso si trova la biglietteria e la reception. Le sei sale si sviluppano, presentando un periodo storico di circa 9.000 anni, con le seguenti tematiche: al piano terra, nella prima troviamo, Introduzione e Storia delle ricerche, nella seconda, Neolitico antico, medio, recente e finale, Età del Rame, nella terza, Terramara di Bellanda. Al primo piano abbiamo la quarta tematica, Palafitte, Età del Bronzo antico, poi la quinta, Terramaricolo con Età del Bronzo medio e recente, mentre ben distinti troviamo il Bronzo finale e l’Età del ferro. L’ultima tematica, la sesta, comprende Età romana, Medioevo e Rinascimento.
Un’audio guida accompagna il visitatore lungo il percorso espositivo, realizzata in italiano e inglese, è scaricabile sui dispositivi mobili tramite pannelli QRCODE posti in ogni sala.
Per permettere la fruizione del museo alle persone ipovedenti o cieche sono stati realizzati: un percorso podotattile, mappe tattili in Braille, postazioni multimediali per esperienze tattili con reperti museali riprodotti in tre D e un’audio guida molto dettagliata per ogni sezione del Museo. Per i disabili motori sono state allestite teche con reperti e didascalie esposte ad altezze consoni per la loro fruizione e monitor per la visione di video.
Gli utenti sordi possono fruire, lungo il percorso espositivo, di una video guida e video realizzati nella lingua italiana dei segni.

Un museo senza barriere fisiche e cognitive
Nelle quattro sale principali dei monitor con video presentano, in lingua italiana, inglese e LIS, immagini relative alle tematiche delle sale e del territorio, oltre che ai Musei e siti archeologici presenti nelle regioni confinanti.
È un invito rivolto ai visitatori per approfondire le conoscenze dal “Museo al territorio” al fine di creare sinergie e collaborazioni con altri Istituti archeologici. Al centro delle quattro sale dei tappeti grafici evidenziano i luoghi di provenienza dei reperti esposti. Dei pannelli grafici presentano le varie sezioni delle sale, per consentire ai fruitori ulteriori approfondimenti tematici.
Il Museo archeologico Postumiae Antiquarium di Gazoldo degli Ippoliti si presenta come una delle prime realtà fruibili in Lombardia, con la rimozione delle barriere fisiche e cognitive per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura e alle tematiche dell’archeologia.

Punto di arrivo di un lungo lavoro
Scrivono Gabriele Barucca, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi, e Simone Sestito, Funzionario Archeologo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi:
«L’allestimento e l’inaugurazione del museo archeologico “Postumiae Antiquarium” nei pregevoli ambienti della Rocca palatina di Gazoldo degli Ippoliti (MN) rappresenta il punto di arrivo di un lungo lavoro amministrativo, tecnico e scientifico che ha visto impegnata anche la Soprintendenza ABAP per le province di Cremona, Mantova e Lodi all’interno della sinergia realizzatasi insieme al Comune di Gazoldo degli Ippoliti e resa possibile dal finanziamento PNRR – NextGeneration-EU.
L’operazione ha preso le mosse da un pregresso nutrito e significativo, in quanto la Rocca palatina già svolgeva parzialmente funzioni di pubblico interesse e lo stesso allestimento archeologico ha tenuto conto delle precedenti esperienze dell’Antiquarium della Postumia.
Un’esperienza museale innovativa e coinvolgente
Tuttavia, la rivitalizzazione del complesso e degli spazi espositivi hanno posto sfide di non immediata risoluzione, ma al netto delle quali è oggi possibile restituire alla cittadinanza di Gazoldo degli Ippoliti e al pubblico tutto sia un complesso di ambienti rinnovati sia un’esperienza museale innovativa e coinvolgente, aggiornata tanto sotto il profilo delle attuali conoscenze in campo archeologico quanto delle strategie comunicative rivolte anche a fasce di pubblico che a buon diritto reclamano apparati didattici a loro misura.
Il museo archeologico “Postumiae Antiquarium”, pertanto, viene a collocarsi quale ulteriore tassello all’interno di un mosaico più ampio, risultato di un percorso che la Soprintendenza ha consapevolmente imboccato e strategicamente perseguito a partire dal 2018, nel segno della precisa volontà di conferire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico un ruolo di primo piano nella partecipazione dei cittadini alla vita culturale, secondo le linee definite dalla Convenzione di Faro del 2005.
Gazoldo degli Ippoliti, dunque, viene così a collocarsi all’interno di una linea di azione coerente e concretizzatasi attraverso progetti di riallestimento museale o allestimento ex novo, collaborazioni con Enti pubblici a fini di deposito e conservazione, progetti di ricerca archeologica innovativa e partecipata e, da ultime, stipulazioni di accordi-quadro e convenzioni con Enti pubblici, Istituti universitari o di ricerca e Gruppi archeologici locali».
Tutte le info su https://www.postumiaeantiquarium.it/

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