Piscina comunale di San Zeno: “Ritardi, lacune progettuali e dubbi sulla gestione”
SAN ZENO DI MONTAGNA - Il gruppo di minoranza “Insieme!” torna sull’annosa vicenda del rifacimento della piscina comunale, inaugurato in piena campagna elettorale e subito sospeso dopo le elezioni di giugno 2024.
«A oltre 14 mesi dall’avvio dei lavori – scrive il gruppo di minoranza “Insieme!” -, confermiamo le nostre preoccupazioni circa le gravi lacune emerse fin dall’inizio:
1. Gravi lacune progettuali e perizia di variante
“I lavori della piscina, preventivati per una durata di 100 giorni, hanno fin da subito mostrato serie carenze nella progettazione complessiva”, dichiara Eugenio Bertolotti. “Gli impianti tecnologici iniziali si sono rivelati inadeguati e sono stati modificati attraverso una variante progettuale importante in corso d’opera rispetto quanto sottoposto a gara iniziale. Inoltre, le strutture dei servizi – bar, servizi igienici e spogliatoi – non erano contemplate nel progetto originario e sono state finanziate (quali?) solo grazie a un assestamento di bilancio approvato lo scorso aprile per oltre 50.000€.”
Bertolotti ricorda come, fin dal primo accesso agli atti, fosse stato chiaro che “nel progetto iniziale i lavori alle strutture esistenti dei servizi non avrebbero previsto alcun intervento”.
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A oggi la vasca è stata riempita e si attende solo l’esito delle ultime verifiche per un’apertura parziale, “almeno per uno scorcio di stagione”, ma non vi è ancora alcuna certezza sulla data di effettiva fruizione.
3. Richieste di chiarimenti disattese
Lo scorso settembre il gruppo “Insieme!” aveva chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale o di una Commissione per approfondire tutte le criticità tecniche emerse. Alla nostra richiesta fu replicato che il Consiglio non era competente in materia.
A metà novembre è quindi stata presentata un’interrogazione formale al Sindaco per ottenere informazioni e chiarimenti. Solo a metà aprile la risposta del primo cittadino è giunta in forma di diniego: “i quesiti erano troppo tecnici” e, per avere riscontri, si sarebbe dovuto inoltrare una nuova richiesta di accesso agli atti all’Ufficio Tecnico, benché “ormai non più attuale alla luce della variazione progettuale intervenuta”. Anche tale accesso agli atti è rimasto senza riscontro, nonostante siano trascorsi mesi dall’istanza.
4. Responsabilità e futuro della gestione
“Se la piscina non è ancora aperta, vi sono responsabilità ben precise che l’amministrazione dovrebbe assumersi”, prosegue Bertolotti. “Un’opera da 615.000 € non può essere gestita con questo livello di approssimazione: se la variante ha indubbiamente aumentato i costi e l’importo complessivo non è variato, o i costi preventivati erano fin dall’inizio troppo alti, o le aziende che hanno operato hanno avuto margini inferiori o qualcosa è stato “tagliato”!
Ora che la vasca è piena, resta un’ulteriore domanda: chi gestirà una struttura partita già azzoppata, almeno sotto l’aspetto dei tempi e della progettazione?”
Insieme! chiede nuovamente trasparenza: venga convocato senza indugio un Consiglio Comunale straordinario o una Commissione tecnica, con la presenza degli uffici competenti, per fare luce su ogni aspetto del progetto, definire le responsabilità e garantire che, finalmente, la piscina possa essere aperta in condizioni di sicurezza e funzionalità per turisti e residenti.
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