Sabato scorso, 13 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese hanno tratto in arresto in esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere un uomo italiano di 37 anni, originario di Caprino Veronese, ritenuto responsabile di gravi e reiterati maltrattamenti nei confronti della madre 68enne, convivente.
Il provvedimento nasce da un intervento dei militari effettuato lo scorso 12 settembre, quando è giunta alla Centrale Operativa una chiamata effettuata dall’anziana nonna ultranovantenne, madre della vittima, la quale chiedeva l’immediato intervento delle forze dell’ordine.
Una storia di violenze fisiche e verbali
Immediatamente, sono giunti sul posto i carabinieri della Stazione di Caprino Veronese che, dopo aver messo in sicurezza la donna aggredita, hanno iniziato a costruire il quadro della vicenda, scoprendo una situazione esasperata che si protraeva da tempo.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsLa vittima, dopo l’ennesimo episodio di violenza, fisica e verbale, ha deciso su suggerimento dei Carabinieri di formalizzare la denuncia e di avvalersi dell’assistenza e del collocamento presso presso il centro antiviolenza del Pronto Intervento Sociale della ULSS9 scaligera.
Mentre l’uomo, già noto alle autorità per condotte aggressive, durante l’intervento dei Carabinieri si é mostrato particolarmente irruento anche contro di loro.
Sulla base delle dichiarazioni raccolte e del grave quadro indiziario ricostruito dai militari dell’Arma, la Procura della Repubblica di Verona ha richiesto al Giudice per le indagini preliminari l’adozione di un provvedimento urgente. Il G.I.P. del Tribunale scaligero, accogliendo le richieste dell’autorità giudiziaria, ha così disposto l’allontanamento del 37enne dalla casa familiare stabilendo, al contempo, il divieto di avvicinamento alla parte offesa a meno di 500 metri di distanza.
L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico, preferendo il carcere
Il Giudice per le Indagini Preliminari, inoltre, ha offerto la possibilità di evitare la detenzione in carcere attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico, misura meno afflittiva e finalizzata a garantire l’immediato allontanamento dalla casa familiare mantenendo una concreta forma di controllo; tuttavia, in modo del tutto consapevole e intenzionale, l’uomo ha fermamente rifiutato tale opportunità, non accettando l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
A tal punto, a fronte del rifiuto, allo stesso è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri.
Il soggetto è stato dunque tradotto presso la Casa Circondariale “Montorio” di Verona, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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