Don Gianni Capra: “Sono un sasso lanciato nel golfo”

SALO - A sessant’anni dal suo ingresso nella cittadina gardesana, Salò ricorda con un convengo mons. Gianni Capra (1928-1997), parroco e cittadino onorario.

Era il 3 ottobre 1965 quando il nuovo arciprete, proveniente da Brescia, giunse sul lago. Un sacerdote giovane, di soli 37 anni, con il volto da intellettuale, stimato in diocesi, colto, poliglotta, promotore di cultura, aperto a una visione ecumenica della Chiesa e fautore del dialogo tra componenti professionali e laiche della comunità salodiana.

Don Gianni rimase parroco di Salò fino al 1971, quando gli furono affidati incarichi in Curia e successivamente la guida della parrocchia della Cattedrale. Ma il suo segno rimase.

A Salò curò in particolare la vita religiosa, si occupò del santuario della Madonna del Rio e del nuovo monastero della Visitazione. Per suo impulso la parrocchia venne suddivisa in sette diaconie.

Nel 1969 gli fu conferita la cittadinanza onoraria.

Don Gianni Capra con il sindaco Riccardo Marchioro.

 

Il convegno

Oggi Comune, Parrocchia e Ateneo ne ricordano la figura e l’opera con il convegno «Don Gianni Capra. Sono un sasso lanciato nel golfo», in programma sabato 4 ottobre alle 10 nella Sala dei Provveditori del municipio (ingresso libero).

Dopo i saluti del sindaco Francesco Cagnini, del parroco mons. Luigi Carminati e del presidente dell’Ateneo Andrea Crescini, interverranno:

  • Pino Mongiello, sindaco emerito di Salò,
  • mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo,
  • e il giornalista Massimo Tedeschi.

 

 

I commenti sono chiusi.