Pollini (M5S): “Via i Pfas dagli indumenti dei Vigli del Fuoco”
LOMBARDIA - Interpellanza di Paola Pollini (M5S): «Serve una transizione Pfas free anche per i vigili del fuoco. Regione Lombardia in ritardo su prevenzione e tutela della salute».
Paola Pollini, consigliera regionale lombarda del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interpellanza sul tema e fa sapere tramite una nota: «La divisa di un vigile del fuoco che si appresta a intervenire è una composizione di diversi strati pensati per difendere la pelle dal fuoco. Ogni vigile del fuoco sa di essere protetto e di poter operare in sicurezza solo se indossa tutti questi dispositivi di protezione individuale (DPI). I completi antifiamma devono essere costituiti con materiali resistenti al fuoco, quelli in dotazione ai vigili del fuoco contengono il Politetrafluoroetilene (Ptfe), più conosciuto come Teflon, e altri Pfas, le sostanze perfluoralchiliche note soprattutto per essere responsabili di una delle più grandi contaminazioni ambientali italiane, avvenuta in provincia di Vicenza e da diversi anni al centro di analisi e restrizioni perché tossiche e cancerogene per l’uomo.
Quando si parla di Pfas – in Consiglio regionale ho trattato il tema attraverso richiesta di audizioni in Commissione e con una mozione, che al primo punto chiedeva la sottoscrizione del manifesto BanPfas, il cui iter è tuttora inspiegabilmente fermo – mi viene chiesto cosa sono e cosa si può fare nel concreto.
La prima cosa è sapere che sono componenti chimici persistenti per sempre e che sono bioaccumulabili nell’organismo, per questo serve un acquisto consapevole di manufatti e cosmetici Pfas Free.
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L’interpellanza “Sicurezza sul lavoro dei Vigili del Fuoco ed esposizione a Pfas”
Attraverso questa interpellanza ho chiesto a Regione Lombardia di intervenire, presso gli organi competenti, al fine di avviare una transizione degli equipaggiamenti e l’avvio di un programma di biomonitoraggio, su base volontaria, nonché ad avviare tutte le azioni di propria competenza che consentano il riconoscimento dei parametri INAIL includendo il rischio di esposizione a Pfas.
La risposta della Giunta lascia intravedere qualche spiraglio, soprattutto in termini di controlli sulle acque. Seppur apprezzando come, dopo due anni e mezzo, qualcosa si stia finalmente muovendo, non posso far a meno di sottolineare la lentezza con la quale ciò accade e soprattutto l’inerzia di Regione Lombardia, nel portare avanti istanze che altre Regioni, come ad esempio il Piemonte, Liguria e l’Umbria, hanno già portato avanti.
Occorre sottoscrivere immediatamente il documento europeo per la messa al bando dei PFAS e guidare la transazione verso l’utilizzo di materiali, che già esistono, capaci di garantire al meglio la nostra salute» così Paola Pollini al termine della discussione dell’Interpellanza: “Sicurezza sul lavoro dei Vigili del Fuoco ed esposizione a Pfas”.
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