Biodiversità e agrobiodiversità, focus sulla Saxifraga Tombeanensis
VALVESTINO - Giovedì al Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi un interessante convegno sulla biodiversità in alto Garda. Potrà essere seguito in presenza o online.
Giovedì 20 novembre dalle 10.30 alle 12.30 presso il Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi si terrà il convegno dal titolo “Biodiversità e agrobiodiversità: strumenti per contrastare l’erosione genetica”, a cura dell’a facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università cattolica del Sacro Cuore in collaborazione del Consorzio Forestale Terra tra i due laghi, nell’ambito del progetto PSR di regione Lombardia denominato VISTA.
Si approfondiranno vari aspetti legati allo studio del paesaggio e della biodiversità del parco Alto Garda Bresciano e potrà essere seguito in presenza o on line previa prenotazione a [email protected] o chiamando il numero 0365.745007.
Programma del convegno
Moderatore dell’evento, Dottore Agronomo Maria Elena Massarini, Direttore Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi
- 10:30 – Saluti Istituzionali – Omar Venturini, Presidente del Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi
- 10:40 – Prof. Matteo Busconi, UCSC – Recupero, salvaguardia e valorizzazione delle risorse genetiche locali
- 11:10 – Dott.ssa Jessica Bellingardi, Centro Flora Autoctona Parco Monte Barro – Reintroduzione di specie vegetali autoctone per contrastare la perdita di biodiversità: il caso di Saxifraga tombeanensis nella ZSC IT 2070021-Valvestino
- 11:40 – Prof. Fabio Marroni, UNIUD – Struttura genetica delle popolazioni di Saxifraga tombeanensis
- 12:10 – Domande e conclusioni

Il primo convegno del progetto VISTA
A Magasa presso la Biblioteca Comunale Don Bartolomeo Venturini si è svolto il convegno dal titolo “Paesaggio e biodiversità dell’Alto Garda Bresciano” organizzato dal Centro di Ricerca sulla Biodiversità e sul DNA Antico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza in partenariato con il Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi.
Il Sindaco Federico Venturini ha aperto i lavori seguito dal Presidente della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano Franceschino Risatti, che ha illustrato il programma e le iniziative previste dal Consorzio, tese a valorizzare le risorse agro naturalistiche del territorio.
Le migliori esperienze sul Garda
Selezionate per te da Garda OutdoorsNel primo intervento del Convegno, il Dottor Lorenzo Stagnati, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha spiegato il progetto VISTA “In viaggio nell’Alto Garda Bresciano tra storia, natura e agricoltura” che si pone come obiettivo la valorizzazione della biodiversità naturale e agricola dell’Alto Garda Bresciano con particolare riferimento a Saxifraga tombeanensis Boiss. ex Engl., al Fagiolo e al Mais della Val Vestino, oltre ai limoni sulla costa del Garda, promuovendo la conoscenza, la coltivazione e l’utilizzo dell’agrobiodiversità locale nell’ottica di aumentare la sostenibilità e la resilienza dell’agricoltura del territorio, fornendo contemporaneamente possibilità di sostenere un reddito agricolo sufficiente.
Il Progetto VISTA
Il Progetto VISTA prevede 5 azioni dedicate alla difesa e salvaguardia delle biodiversità e dell’agrobiodiversità, alla realizzazione di seminari presso gli Istituti di Istruzione superiore presenti sul territorio e passeggiate tecnico-scientifiche per avvicinare il maggior numero di persone interessate al fine di divulgare conoscenze e competenze.
Gli interventi mirati riguarderanno il miglioramento dei prati e degli alpeggi di Magasa, oltre allo studio e alla valorizzazione dell’agrobiodiversità del Parco Alto Garda Bresciano, con particolare attenzione per le limonaie.
Successivamente Marilena Massarini, Dottore Agronomo, Direttore del Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi, nel proprio intervento “Strategie del Consorzio Forestale per la valorizzazione della biodiversità e del paesaggio” ha illustrato i progetti realizzati, tra cui la selezione del fagiolo della Val Vestino, divenuto ormai il brand del territorio, la valorizzazione del formaggio Tombea, l’adozione delle mucche per far conoscere il valore degli allevamenti estensivi, il miglioramento delle tecniche dell’alpeggio e il corretto utilizzo dei pascoli delle malghe, secondo l’antica sapienza locale.
La Dottoressa Massarini ha ribadito che i risultati ottenuti sono il frutto di una stretta collaborazione che il Consorzio, attraverso i progetti implementati, è riuscito a stabilire fra i vari partner del progetto: Università Cattolica del Sacro Cuore, l’azienda Sperimentale CERZOO di Piacenza e la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano.
Uno sguardo antropologico sull’Alto Garda Bresciano
Successivamente il Prof Annibale Salsa, antropologo già Presidente del CAI ha affrontato il tema “Uno sguardo antropologico sull’Alto Garda Bresciano”, in cui ha illustrato l’excursus storico partendo dall’insediamento della famiglia Lodrone, cui erano in capo i territori fin dal XII° secolo per arrivare alle gestioni di inizio XX° secolo, con particolare riferimento all’acculturamento delle popolazioni locali per merito di Maria Teresa d’Austria a partire dal 1700.
Ha poi affrontato il tema della gestione del bosco nella storia spiegando che la produzione del legname e del carbone sono state utilizzazioni fondamentali per la sopravvivenza della popolazione nei secoli, invitando a riscoprire le sapienti tecniche che hanno permesso la creazione dei monumentali boschi di Magasa.
Inoltre, per non rompere i legami di appartenenza delle comunità locali, il Prof. Salsa ha evidenziato l’opportunità che nella gestione delle malghe, si abbia cura di rispettare i confini naturali delle montagne e dei loro crinali, prescindendo dalla specifica delimitazione amministrativa, collaborando quindi col limitrofo territorio trentino.
Il paesaggio della Valvestino
Ma per avere un quadro completo della Val Vestino occorreva il richiamo al paesaggio vegetale del Prof. Riccardo Guarino, professore associato di botanica all’Università di Palermo. Il Guarino, legato alla Val Vestino dai ricordi che ne hanno sviluppato la formazione botanica, ha approfondito gli aspetti geologico vegetazionali dell’Alto Garda, modellato nei secoli da enormi ghiacciai.
Le successive formazioni moreniche, incise da altrettanti corsi d’acqua, hanno contribuito alla varietà del paesaggio ove convivono, per la vicinanza delle Alpi e la presenza mitigatrice del Garda, il leccio, specie diffusa in area mediterranea e il Camedrio alpino, Dryas octopetala L., pianta tipica dei 2000 metri. Questa convivenza si è arricchita dagli spazi creati dall’uomo per limoni e olivi, che si sono pienamente naturalizzati con il territorio e l’ambiente circostante.
Nel proprio intervento, il prof. Guarino ha raccomandato il massimo rispetto per queste aree, punto di aggregazione di specie vegetali diverse e motivo di richiamo per la bellezza del paesaggio e la vocazione turistica del Parco Alto Garda Bresciano e della Val Vestino in particolare.
Una breve sintesi degli argomenti trattati è stata fatta da Lorenzo Stagnati, mentre Marilena Massarini nel ringraziare i relatori e il pubblico convenuto, si è compiaciuta per il successo della giornata di studi, dando appuntamento al secondo convegno del progetto VISTA, dal titolo “Biodiversità e agrobiodiversità: strumenti per contrastare l’erosione genetica” in programma presso la sala conferenze del Consorzio a Turano di Valvestino per il giorno 20 novembre dalle ore 10.30 alle ore 12.30, che potrà essere seguito sia in presenza che on-line consultando il sito www.consorzioforestaleterratraiduelaghi.com.

I commenti sono chiusi.