Il Coordinamento: “Quando per ammirare la bellezza si distrugge la bellezza”

LAGO DI GARDA - Il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda torna a denunciare l'impatto della ciclovia e annuncia un nuovo esposto alla Corte dei Conti.

Il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda torna a denunciare gli impatti ambientali dei nuovi interventi lungo le sponde del lago.

Al centro delle critiche, questa volta, è il tratto della ciclopedonale che conduce alla nuova galleria in località Baitone, tra Malcesine e il confine con il Trentino (nelle foto del Coordinamento che pubblichiamo in questo post).

Il percorso, appena ultimato, promette panorami spettacolari a picco sull’acqua e si inserisce nel progetto più ampio della ciclovia del Garda. Ma, come sottolinea il Coordinamento che rappresenta una trentina di sigle di associazioni ambientalista, dal Wwf a Legambiente, «l’itinerario si interrompe proprio all’uscita della galleria, costringendo pedoni e ciclisti a invertire la marcia».

Una situazione che il Coordinamento commenta con sarcasmo: «Per il momento – e speriamo per sempre – la comoda gita sulla passerella sospesa finisce qui».

Un nuovo esposto alla Corte dei Conti

Dietro le immagini da cartolina, però, secondo il gruppo ambientalista si nasconde un prezzo troppo alto. “I selfie mozzafiato saranno garantiti a chi guarderà verso il lago”, si legge nel post, “senza vedere i buchi nella roccia, le putrelle di metallo, lo stravolgimento e i danni irreversibili alla flora e alla fauna provocati dai cantieri”.

Il Coordinamento parla di “amarezza” per la progressiva trasformazione del paesaggio gardesano, dove “interi tratti di costa” starebbero scomparendo “sotto il peso del metallo e del cemento” delle nuove infrastrutture turistiche.

Una critica che non riguarda solo l’alto lago: “Stiamo perdendo ettari di suolo, nel basso come nell’alto Garda, con nuove costruzioni pensate per favorire lo sviluppo turistico e il denaro che porta con sé”.

La battaglia dell’associazione prosegue anche sul fronte legale. Un nuovo esposto alla Corte dei Conti relativo al tratto trentino del Ponale, annunciano, è pronto per essere depositato. E il messaggio finale non lascia spazio ai dubbi: «La nostra voce continuerà a gridare: fermatevi!».

 

 

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