Incendio al centro commerciale Salò 2, l’ordinanza del sindaco

SALO' - Dopo l'incendio il sindaco ha firmato un'ordinanza che impone la chiusura dell'esercizio fino ad avvenuta bonifica.

Dopo le fiamme divampate lunedì sera nel Centro commerciale Salò 2, lasciando anche leggermente intossicati dai fumi padre e figlio, titolari di un’attività all’interno della struttura (ne abbiamo dato notizia qui), il sindaco di Salò Francesco Cagnini ha firmato nel pomeriggio di martedì 6 gennaio, su indicazione dei Vigili del Fuoco, un’ordinanza (la puoi leggere qui) che impone «l’interdizione immediata all’accesso del pubblico e del personale non addetto ai lavori di sgombero ai locali interessati dall’incendio e alle aree limitrofe della galleria commerciale individuate dai Vigili del Fuoco in via Eugenio Montale, frazione Cunettone, fino a revoca della presente ordinanza».

L’ordinanza

Il provvedimento introduce inoltre l’«obbligo per la proprietà e i gestori delle attività coinvolte di:

  • Procedere a specifica pulizia profonda e bonifica degli ambienti, dei canali di areazione, degli arredi e delle merci, avvalendosi di ditte specializzate;
  • Effettuare la verifica di funzionalità degli impianti (elettrico, idrico, antincendio) a cura di tecnici specializzati;
  • Presentare al Comune idonea documentazione comprovante lo svolgimento delle attività sopracitate;
  • Presentare al Comune, per i locali oggetto d’incendio e per quelli soprastanti, documentazione tecnica redatta da professionista abilitato che attesti l’idoneità statica delle strutture e dei tamponamenti alla luce della relazione del comando dei VV.F. di Brescia in fase di redazione».

Inoltre è richiesto «lo smaltimento dei prodotti alimentari presenti negli esercizi commerciali eventualmente esposti ai fumi o deteriorati a causa dell’interruzione dell’alimentazione elettrica, secondo le normative vigenti in materia di rifiuti speciali».

L’intervento dei sindacati

Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati Filcams Cgil e il Nidil Cgil di Brescia chiedendo garanzie su agibilità e condizioni dei locali dopo il rogo.

Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, sebbene il centro sia stato chiuso al pubblico, la direzione avrebbe comunque consentito l’accesso ai lavoratori per avviare le operazioni di sgombero e pulizia.

«Tutto ciò – scrivono spiegano Filcams e Nidil Cgil in un comunicato diffuso martedì – è avvenuto mentre le verifiche per le agibilità da parte dei Vigili del fuoco erano ancora in corso. Nessuna documentazione ufficiale risulta al momento rilasciata in merito alla sicurezza del luogo di lavoro, nemmeno sul sistema di areazione che risulterebbe compromesso”.

I sindacati fanno notare che “Carrefour ha convocato gruppi di lavoratori provenienti da diverse province della Lombardia”, proseguendo delle attività “senza il previo intervento di squadre specializzate di bonifica e sanificazione“, mettendo così a rischio secondo loro la sicurezza del personale.

 

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