Combattere il nemico invisibile: la missione gardesana di Resilience in Ucraina
LAGO DI GARDA - Un team di psicologi della onlus gardesana in missione in Ucraina per fornire supporto psicosociale agli operatori in zona di guerra.
C’è un fronte della guerra che non si vede. Non ha il rumore delle esplosioni né l’immagine immediata delle ambulanze o delle bende.
È il fronte della salute mentale, dove le ferite restano spesso invisibili ma possono avere conseguenze profonde e durature. È su questo terreno che si muove la nuova missione in Ucraina di Resilience, organizzazione italiana senza fini di lucro impegnata dal 2009 nel supporto psico-sociale nei contesti di guerra e di emergenza.
La missione, in programma tra il 23 gennaio e il 2 febbraio, si articola in più tappe e ha due obiettivi principali: da un lato l’avvio di un servizio stabile di Staff Care, dedicato al supporto psicologico degli operatori sul campo a Poltava, e la formazione di operatori locali presso un centro di salute mentale a Kyiv; dall’altro la fondazione di un branch ucraino di Resilience, una struttura autonoma gestita da professionisti locali ma supervisionata dall’organizzazione madre.
Il team di Resilience è composto dagli psicologi Marcello Kreiner di Gardone Riviera e Cristina Zeni di Brescia; con loro anche il salodiano Marco Mastrorilli, responsabile comunicazione di Resilience. Il primo appuntamento è
Le tappe della missione
Il primo appuntamento è a Odessa, dal 23 al 25 gennaio, dove il team di Resilience incontra i colleghi ucraini per definire la strategia operativa e avviare formalmente la nuova associazione locale, che rappresenterà il branch di Resilience nel Paese.
Dal 26 al 27 gennaio la missione si sposta a Poltava, per due giorni di supporto psicologico diretto agli operatori impegnati nelle aree di conflitto. Un lavoro di Staff Care concreto, svolto insieme a colleghi ucraini precedentemente formati da Resilience, con l’obiettivo di prevenire il burnout e contenere l’impatto emotivo di un’esposizione prolungata alla guerra.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsLa fase conclusiva si svolge a Kyiv, dal 28 al 31 gennaio, con attività di formazione presso un centro di salute mentale e con il completamento del percorso di fondazione del branch Resilience in Ucraina. Il rientro è previsto attraverso Lviv (Leopoli), con trasferimento in treno e poi in auto fino a Cracovia, da dove il team volerà a Bergamo il 2 febbraio.

Le ferite che non si vedono
«Combattiamo un nemico invisibile»: è questa la sintesi del lavoro di Resilience nei contesti di guerra. Le ferite fisiche sono evidenti, ma i disturbi mentali che colpiscono reduci, rifugiati e sopravvissuti restano spesso nascosti. Eppure, le conseguenze possono essere ancora più pesanti.
Chi vive un’esperienza traumatica protratta si trova immerso in un mondo che improvvisamente perde senso. La mente rimane in uno stato di allerta continua, come se il pericolo fosse sempre imminente. In questo scenario, i bambini pagano il prezzo più alto, perché più vulnerabili e meno attrezzati per dare un significato a ciò che vivono.
I dati parlano chiaro: 22 persone su 100 che vivono in aree di conflitto soffrono di disturbi mentali come ansia, depressione e disturbo da stress post‑traumatico. A livello globale, sono oltre 200 milioni le persone che sviluppano problemi di salute mentale a causa della vicinanza a zone di guerra. E più di un bambino su tre che vive in aree di conflitto manifesta sintomi di PTSD, con effetti devastanti sullo sviluppo e sulla vita futura.

Chi è Resilience
Resilience è composta da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, psicopedagogisti, assistenti sociali e sociologi. Professionisti che lavorano insieme per costruire contesti umani in cui la sofferenza non venga negata, ma riconosciuta, accolta e trasformata.
Con sede in Italia, l’organizzazione ha realizzato oltre 120 missioni nel mondo, offrendo supporto psico-sociale a persone che hanno perso tutto a causa di guerre o catastrofi. Tutte le missioni sono progettate e gestite da staff specializzato, con un’attenzione costante alla formazione del personale locale, considerata essenziale per garantire continuità e autonomia nel lungo periodo.
Gli interventi di Resilience si basano su alcuni principi chiave: il supporto è completamente gratuito, di elevata qualità, privo di qualsiasi discriminazione politica, ideologica o religiosa, e orientato a rendere le comunità locali pienamente autonome nella gestione del benessere mentale.
Una missione possibile grazie a chi sostiene
L’impegno di Resilience è reso possibile dal contributo di volontari e sostenitori che ogni giorno scelgono di stare accanto all’organizzazione e alle persone assistite. Una rete di solidarietà che permette di lavorare là dove il bisogno è più grande e meno visibile.
La missione in Ucraina rappresenta un ulteriore passo in questa direzione: trasformare la sofferenza in forza, attraverso relazioni autentiche capaci di generare cambiamenti reali e duraturi in individui, famiglie e comunità.
Per seguire le attività e gli aggiornamenti della missione: Instagram @resilience_ets

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