Spiller sulla stazione TAV del Garda: “Prandini (Coldiretti), si occupi di tutelare il territorio anziché distruggerlo”

BASSO GARDA - Dopo le sollecitazioni di Ettore Prandini (Coldiretti) a favore della stazione TAV del Garda, sulla vicenda interviene il Movimento 5 Stelle.

E’ dei giorni scorsi l’intervento di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, a sostegno della stazione TAV del Garda, definita «opera è centrale per il territorio». Secondo Prandini «la fermata del Garda non riguarda solo il lago. Certamente gli aspetti turistici rappresentano una spinta propulsiva importante, ma insieme possiamo promuovere ciò che tutta Brescia ha da offrire, dall’enogastronomia all’industria, dall’artigianato al commercio».

Ora giunge la replica di Andrea Spiller (Consigliere Comunale M5s Desenzano del Garda): «Mentre i lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sono ormai alle fasi conclusive, c’è ancora chi vorrebbe inserire su quel tratto ferroviario tra Brescia e Verona, già di suo molto breve per una linea di questo tipo, una ulteriore fermata a servizio del territorio gardesano. Questa volta i promotori dell’opera sono il presidente nazionale di Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) Ettore Prandini e l’ex Assessore Regionale Mauro Parolini.

Spiller: “Opera che distruggerà suolo agricolo”

Cosa c’entri Coldiretti – continua Spiller – con un’opera ferroviaria che trasporterà passeggeri, nemmeno merci, e ancora di più con una stazione risulta a noi incomprensibile, ancora meno comprensibile appare il sostegno incondizionato da parte di una associazione di categoria che vanta 1,6 milioni di iscritti in tutta Italia tra agricoltori, allevatori e imprenditori agricoli ad un opera che porterà unicamente ulteriore distruzione di suolo agricolo e aprirà la strada ad una futura urbanizzazione del territorio, a discapito appunto di chi quei terreni li coltiva e li dovrebbe tutelare.

La nuova stazione che si intende costruire, in un’area compresa tra la periferia di Rivoltella e la Torre di San Martino dove attualmente vi sono solamente vigneti e qualche cascina, è destinata infatti a diventare una enorme e costosa cattedrale nel deserto, senza collegamenti con il tessuto urbano, priva dei servizi necessari, difficile da raggiungere per turisti e pendolari, utile solamente a creare i presupposti per una nuova urbanizzazione (o speculazione edilizia) in quell’area della nostra città rubando e distruggendo per sempre enormi porzioni di terreno agricolo.

Un’altra inevitabile conseguenza sarà lo spostamento totale e definitivo dei pochi treni Frecciarossa ad alta velocità che attualmente percorrono e fermano lungo la linea storica e che consentono a turisti e pendolari di raggiungere velocemente le grandi città del Nord Italia.

Lo ribadiamo ancora una volta – prosegue Spiller -, la Stazione del Garda esiste già, ce ne sono ben due Desenzano e Peschiera, hanno tutte le caratteristiche per essere funzionali ed efficienti nell’accogliere turisti provenienti da tutta Europa e consentire ai pendolari di raggiungere comodamente ogni giorno le grandi città. Bisogna fare in modo che i treni AV fermino in queste stazioni e la loro frequenza venga aumentata, non sistematicamente ridotta come accaduto in questi ultimi anni» spiega Spiller.

 

Pollini: “Opera impattante, costosa e inutile”

La Consigliera regionale Paola Pollini (M5s) ricorda come: «La campagna elettorale del centrodestra bresciano era incentrata sulla costruzione della fermata TAV del Garda. Ovviamente, questa scelta non ha nulla a che vedere con la tutela del territorio e dell’agricoltura.

L’opera, oltre a essere fortemente impattante, è anche molto costosa per le tasche dei cittadini e non aumenterà né i flussi turistici né il trasporto delle merci. In Consiglio regionale è stata approvata, nel merito della costruzione dell’opera, una mozione portata in aula da Forza Italia (la puoi leggere qui).

Gli unici tre voti contrari sono quelli dei Consiglieri regionali del M5S, perché l’ambiguità non giova ai territori» ricorda Pollini.

«Ai territori gioverebbe invece che Coldiretti e Prandini si attivassero con la medesima determinazione per risolvere le tante criticità che da anni riguardano il mondo agricolo, prima fra tutte il grande tema della sostenibilità, l’enorme impatto ambientale e sociale (sanitario) che hanno ancora oggi gli allevamenti intensivi di cui il nostro territorio è ricchissimo, la tutela degli ecosistemi e della biodiversità sempre più minacciata da un consumo di suolo senza freni. Insomma, da fare ce ne sarebbe senza doversi occupare di sponsorizzare opere folli come questa stazione in mezzo ai campi» concludono i portavoce del Movimento Cinque Stelle.

 

 

 

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