Malcesine taglia l’IMU del 44% per chi affitta ai residenti

MALCESINE - Il Comune prova a contrastare l’emergenza casa nelle località turistiche, dove gli affitti brevi stanno svuotando il mercato residenziale.

A Malcesine l’amministrazione comunale prova a invertire una tendenza che accomuna molte località turistiche italiane: la progressiva scomparsa di case disponibili per i residenti, schiacciate dalla redditività degli affitti brevi.

Con la delibera di Consiglio comunale n. 52 del 29 dicembre 2025, il Comune ha introdotto una riduzione del 44% dell’IMU per i proprietari che scelgono di affittare i propri immobili con contratti residenziali a lungo termine (4+4). Una misura fiscale che punta a rendere più conveniente, anche dal punto di vista economico, la locazione stabile rispetto agli affitti turistici.

Una risposta alla crisi abitativa nei centri turistici

Il problema non riguarda solo Malcesine. In molte destinazioni ad alta vocazione turistica – dal Garda alle città d’arte – la crescita degli affitti brevi ha ridotto drasticamente l’offerta di alloggi per chi vive e lavora tutto l’anno sul territorio. Proprietari attratti da canoni più elevati e pagamenti immediati preferiscono il mercato turistico, mentre famiglie, giovani coppie e lavoratori stagionali faticano a trovare soluzioni abitative a prezzi sostenibili.

Il risultato è un paradosso sempre più evidente: paesi vivi d’estate ma svuotati nei mesi invernali, con servizi che arrancano per mancanza di residenti stabili.

La scelta del Comune

L’amministrazione di Malcesine ha deciso di intervenire con uno strumento diretto: meno imposte per chi affitta ai residenti. Il taglio del 44% dell’IMU rappresenta un risparmio significativo per i proprietari, incidendo concretamente sulla rendita netta dell’immobile.

Nel messaggio diffuso dal Comune, la linea è chiara: «Sostenere chi investe sul nostro paese». Locare con contratti a lungo termine significa, nelle intenzioni dell’amministrazione, contribuire alla vitalità delle frazioni, garantire continuità alle attività economiche e offrire risposte concrete alle famiglie in cerca di casa.

Si tratta di una “premialità fiscale” che punta a riequilibrare il mercato immobiliare locale, senza demonizzare il turismo – risorsa fondamentale per l’economia gardesana – ma cercando di limitarne gli effetti distorsivi sul tessuto sociale.

Un equilibrio difficile

Resta da capire se l’incentivo sarà sufficiente a competere con i guadagni, spesso più elevati, garantiti dagli affitti brevi nei periodi di alta stagione. Molto dipenderà dal differenziale reale tra rendita turistica e locazione stabile, oltre che dalla sensibilità dei proprietari verso il tema della residenzialità.

Il segnale politico, però, è forte: in un contesto in cui il mercato spinge verso la massimizzazione del profitto, Malcesine prova a introdurre un correttivo pubblico per tutelare il diritto alla casa e preservare l’identità di una comunità che non vuole trasformarsi in un “paese-vetrina”.

Per informazioni sull’aliquota ridotta e sui requisiti necessari, il Comune invita i proprietari a rivolgersi all’Ufficio Tributi negli orari di apertura al pubblico. Una misura fiscale che potrebbe diventare un modello anche per altre località turistiche alle prese con la stessa emergenza abitativa.

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