Sirmione, 42 giovani a lezione di primo soccorso: boom di iscrizioni per il corso BLSD

SIRMIONE - L’Associazione Giovani di Sirmione guidata da Michael Brunelli, dopo la donazione di un DAE alla spiaggia Brema, riempie la sala del Palace Hotel: cinque ore di formazione con esperti e volontari per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare.

Nell’estate dello scorso anno l’Associazione Giovani di Sirmione, guidata da Michael Brunelli, lanciava il progetto di creare un corso di formazione per le tecniche di primo soccorso sanitario indirizzato ai giovani.

Il primo intervento realizzato con l’acquisto di un defibrillatore (DAE), con relativa teca allarmata, è stato donato al Comune di Sirmione, posizionato presso la spiaggia Brema a disposizione di residenti e turisti.

Il secondo atto, dal canto suo, ha offerto una straordinaria risposta: nel giro di poche ore, infatti, sono pervenuti oltre quaranta iscrizioni, tutti da giovanissimi, per aderire ad un corso di “rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce, BLSD”.

Domenica 15 febbraio scorso la grande sala messa a disposizione gratuita dal Palace Hotel di Rivoltella del Garda si è riempita di 42 giovani: l’orario fissato era alle 8.30. Ebbene, i ragazzi sirmionesi sono arrivati con una puntualità da orologio svizzero.

Poi, hanno seguito per cinque ore gli interventi dei numerosi esperti di varie associazioni ed enti arrivati sulle rive del Garda: Michele Prandi, istruttore di tecniche sanitarie dei VVFF di Brescia, quindi Valtenesi Soccorso, CEFRA – FVS, CANC – Croce Bianca di Lumezzane e COSP di Bedizzole.

Grande successo, dunque, per il presidente dei Giovani di Sirmione, Michael Brunelli, riuscito a realizzare questa giornata a titolo completamente gratuito per i partecipanti. Con lui, va ricordata anche Sofia Ermogene, anche lei determinante nel “conquistare” molti giovani ora potenzialmente in grado di rianimare una persona.

Il programma di questa giovane associazione sirmionese è dunque quella di diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore. Basti pensare che in Lombardia l’incidenza di persone colpite da arresto cardiaco è pari a 1,2 casi ogni 1000 abitanti l’anno e circa il 60% di questi sono cosiddetti “arresti testimoniali”, ovvero avvenuti in presenza di altre persone che, se adeguatamente formate, possono intervenire e fare la differenza.

 

 

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