Il PD di Salò e la depurazione del Garda

SALO' - Il Partito Democratico interviene sul tema della depurazione del Garda: «Dieci anni dietro una “bufala”: ora il conto lo pagano cittadini e lago».

«Oltre dieci anni persi – scrive il PD di Salò in questa nota diffusa dal segretario Francesco Angelici, che pubblichiamo integralmente – inseguendo una grande bufala: le condotte sub lacuali che portano al Depuratore di Peschiera i reflui fognari del Garda Bresciano sono una bomba ecologica nelle acque del Garda, in grado di danneggiare tutto l’ecosistema del lago, con gravi conseguenze per la vita delle nostre comunità e della sua fiorente economia turistica.

Ora, il nuovo progetto prevede di collocare nel lago le nuove condotte fognarie, realizzate con nuovi materiali e modalità più sicure.

La cessione del depuratore di Peschiera

Da quel falso allarme conseguì la sciagurata decisione di Regione Lombardia di svendere al Veneto la propria quota, 50%, del Depuratore di Peschiera, che da 40 anni continua a gestire la depurazione per la maggior parte dei paesi del Garda.

Se le Istituzioni avessero a cuore il bene comune e l’uso oculato dei soldi dei cittadini dovrebbero avere il coraggio di riprendere quel sistema, il più efficace, meno costoso. Le condotte sub lacuali potrebbero essere sostituite con i nuovi materiali al costo stimato di meno di 20 milioni di euro.

 

Un’alternativa più semplice e meno costosa

Il depuratore di Peschiera potrebbe essere ammodernato per migliorarne il funzionamento, essendo peraltro ubicato all’interno di una vasta area del demanio militare sottoutilizzata, con una spesa largamente inferiore ai costi previsti in un primo tempo per il potenziamento del depuratore di Gavardo e poi per un altro a Montichiari, ora abbandonati, per prevedere la realizzazione di un mega depuratore a sud di Lonato, dove dovrebbero confluire gli scarichi fognari dei Comuni bresciani, dalla Riviera alla Valtenesi.

 

La follia del progetto sotto la Gardesana

Il nuovo progetto che si annuncia come unica possibilità prevede un altro notevole cambiamento rispetto all’originario: solo ora il Prefetto e Acque Bresciane hanno preso atto che sostituire tutte le condotte fognarie da Tignale a Salò collocandole sotto la statale 45 bis rappresentava un’autentica follia, non solo di difficile attuazione, considerata la presenza sotto il manto stradale di tutti gli impianti tecnologici, ma soprattutto una gestione dei lavori necessariamente a singhiozzo per alcuni anni, dovendo garantire almeno la viabilità a traffico alternato.

Facile immaginare i gravissimi disagi per residenti, lavoratori pendolari, traffico commerciale, mezzi di soccorso, per non parlare del movimento turistico.

 

Il silenzio delle amministrazioni

Incomprensibile che le amministrazioni comunali in tutti questi anni siano state silenti, non abbiano informato i cittadini di quanto poteva accadere; solo nei mesi scorsi, per iniziativa del Sindaco di Salò, i Sindaci della Riviera sono stati ricevuti dal Prefetto e hanno ottenuto di collocare le nuove fognature in una nuova condotta collocata a lago, evitando così la sciagura.

Siamo curiosi di sapere come sarà attuato il percorso delle nuove condotte fognarie lungo la Valtenesi, territorio fortemente urbanizzato.

 

Un’opera da 260 milioni

Le stime per i costi di realizzazione alla data attuale sono previste in 260 milioni di euro, una cifra di gran lunga superiore a quella necessaria se si avesse avuto il coraggio di ammettere il grave errore originale, riprendendo il sistema attuale verso il depuratore di Peschiera.

Il PD di Salò e’ sempre stato favorevole a questa soluzione, la più semplice ed economica ma purtroppo ormai accantonata.

 

Il nodo delle norme europee

Anche perché’ una precisa norma europea assegna ad ogni bacino imbrifero il dovere di gestire al proprio interno tutto il sistema della depurazione senza gravare sugli altri bacini.

Quello del Garda oggi scarica nel Mincio; realizzando il nuovo depuratore a Lonato finirà con lo scaricare nel fiume Chiese, un altro bacino; di qui la legittima protesta dei Comuni dell’asta del Chiese.

Un progetto senza partecipazione

Oltre ai gravi errori evidenziati, i vecchi progetti scontano anche un percorso privo di ogni partecipazione democratica per un’opera di questa portata e delicatezza; non solo i cittadini sono stati esclusi da ogni conoscenza e possibilità di vigilanza; anche le amministrazioni comunali sono state totalmente escluse, nonostante i Sindaci siano l’autorità responsabile della vigilanza e tutela igienico-sanitaria nelle proprie comunità.

I vari governi hanno scelto di nominare un Commissario deputato alla realizzazione dell’opera nella figura dei Prefetti di Brescia via via succeduti.

Le nuove condutture, collocate nel golfo, a profondità limitata, realizzate con nuovi materiali paiono garantire sicurezza.

 

Il problema degli scolmatori

Problema ancor più delicato e’ quello costituito dalla presenza attuale degli scolmatori, che in presenza di una separazione non ancora totale delle acque bianche dalle nere anche nei Comuni di San Felice e Roe’ Volciano, in occasione di grandi piogge sempre piu’ frequenti scaricano a lago i reflui fognari in un golfo con bassi fondali e scarsità di correnti e ricambio d’acqua.

Chi pagherà il conto

Ai nostri concittadini, ma anche a tutti gli abitanti del territorio interessato vogliamo segnalare qualcosa che non e’ stato loro detto: una fetta consistente degli 260 ML di euro del costo del progetto saranno scaricati sulle bollette delle utenze, come prevede una norma recente.

Pare addirittura che le amministrazioni potrebbero essere chiamate a contribuire con una fetta consistente del ricavato dall’imposta di soggiorno, che risultano importanti per il sostegno alla promozione turistica delle nostre comunità.

Nella denegata ipotesi che gli enti o organismi decisori abbiamo accantonato per sempre l’idea della sublacuale esistente – conclude la nota del circolo di Salò del PD -, ci si auspica che i Comuni interessati prendano la decisione meno dannosa per i cittadini e per le acque del nostro splendido lago».

 

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