Il caos trasporti colpisce anche i traghetti del Garda
LAGO DI GARDA - Non solo i chiodi sulle linee ferroviarie. Il disagio dei trasporti colpisce anche i traghetti del Garda. Il disappunto di un lettore.
Gentile Direttore,
le scrivo questa lettera per informarla di alcuni disservizi, a mio avviso gravi, che il settore dei traghetti gardesani sta vivendo oramai da mesi.
Come tutti sappiamo, il collegamento tra le sponde bresciana e veronese permette lo spostamento veloce di mezzi e persone che, risparmiando ore e chilometri di strada, possono muoversi di qua e di la dal lago, in un contesto territoriale unico al mondo.
Un collegamento che non solo agevola dal punto di vista logistico, ma che porta con se anche valori importanti, quali la mobilità sostenibile, la riduzione del traffico stradale, la scommessa sulle “vie d’acqua” come alternativa agli spostamenti su gomma (negli ultimi tempi se ne è molto parlato anche a livello istituzionale – vedi il tema “ciclabile del lago”).
Milioni sono i cittadini e i turisti che ogni anno scelgono il traghetto Torri-Maderno per muoversi e godere del Garda, terza destinazione turistica italiana, e sempre più sono i cittadini che “stanno ad osservare” la scommessa su questo tipo di mobilità.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsIn questo contesto, come risponde Navigarda? Risponde con l’ “Adamello”.
Questo traghetto, dotato di motore ibrido di ultima generazione, fiore all’occhiello della mobilità 2.0 è perennemente… fermo.
O, meglio, la mattina parte, ma poi si ferma, facendo saltare costantemente corse, accumulando code di turisti e cittadini (come il sottoscritto) spazientiti, e ingorghi stradali. In biglietteria alzano le mani, impotenti. L’alternativa è andare a nuoto.
Proprio nel pomeriggio (di giovedì 17 aprile 2025, ndr), durante l’ennesima ora di attesa per l’ennesima corsa che ho perso a causa “Adamello” (ero nel veronese per lavoro), ho telefonato ai vertici di Navigarda, i quali si sono limitati a dirmi che loro non ci possono fare niente (e chi, allora?).
Non me ne vogliano, ma al Ministero dei Trasporti conoscono la differenza tra il Garda e uno stagno?
L’impressione che ho avuto, è che a Desenzano non si rendano conto che l’avere un traghetto perennemente fermo rischia di far fallire quella scommessa sulla mobilità alternativa di cui detto sopra, creando forti disservizi a cittadini, imprese e turisti. E che la cosa non li turba per niente. Sanno di avere un traghetto che non va, e a loro va bene che le corse saltino di continuo. Questa la mia impressione.
Ora la saluto: stiamo finalmente attraccando a Maderno. Scendo rapidamente prima che qualcuno metta un chiodo nel traghetto.. ma per fortuna il Garda è fatto di acqua e qui i chiodi vanno a fondo.
Scendo con calma, allora, godendo la magnifica vista sul Piazza San Marco di Maderno al tramonto, il Pizzocolo alle sue spalle..
Filippo Cantoni
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