Ospedale di Desenzano: “Sindaci silenti, Regione cieca, cittadini esclusi”

DESENZANO DEL GARDA - Silenzio assoluto dopo la promessa di un incontro con l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito 11. Il Comitato: "Il 9 luglio verrà firmato il Protocollo d’Intesa".

«Il 19 maggio, durante un sit-in davanti al Municipio di Sirmione – fa sapere tramite una nota il Comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce” , la sindaca Lavelli ha finalmente incontrato una delegazione del Comitato.

In quell’occasione, si è impegnata a convocare un incontro con l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito 11, che presiede, per discutere del famigerato Decreto n. 639 sul nuovo ospedale.

Un incontro che non è una gentile concessione, ma un obbligo previsto dal Regolamento dell’Assemblea dei Sindaci (Titolo V, Art. 13).

Quel giorno stesso, il Comitato ha chiesto conferma scritta con le modalità dell’incontro. Da allora, silenzio assoluto. Sono passati più di 45 giorni. Nessuna risposta, nessun segnale.

Eppure Lavelli si era scusata per il ritardo, dichiarando di “credere nella partecipazione”. Peccato che la sua idea di partecipazione sembri coincidere con la comparsa di qualche cartello sotto le finestre del Comune.

Nel frattempo – continua il Comitato -, apprendiamo dalla stampa che il 9 luglio verrà firmato il Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Brescia, AST Brescia, ASST Garda e il Comune di Desenzano (quest’ultimo limitato alle pratiche urbanistiche).

Dopo la firma, si darà il via al Tavolo Tecnico, che deciderà, senza confronto pubblico, dove sorgerà il nuovo ospedale: in una “buca”, su un parcheggio limitrofo all’esistente o altrove, oppure se invece verrà messo a norma e riammodernato come chiedono gli oltre 8.000 cittadini che hanno firmato la petizione.

Il territorio? Escluso. Totalmente. I 22 sindaci del Distretto 11 tacciono. Nessuno ha preteso che, prima della firma del Protocollo, fosse predisposto il Documento Programmatorio previsto proprio dal Decreto 639. Documento che avrebbe dovuto coinvolgere cittadini, associazioni, istituzioni e personale sanitario. Ma la
partecipazione, a quanto pare, è scomoda. Meglio decidere in silenzio.

Nel frattempo, l’Ospedale di Comunità di Prevalle ha già chiuso per mancanza di personale. L’assessore Bertolaso se la prende con i Direttori Generali perché “non portano risultati”, ignorando (o facendo finta di ignorare) che la vera emergenza è la carenza cronica di operatori sanitari. E allora viene da chiedersi: perché tanta fretta nel costruire nuove strutture, se non ci sono le persone per farle funzionare? Chi beneficerà davvero di queste “scatole vuote”?

 

 

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