La famiglia Turina festeggia 100 vendemmie con due premi speciali
MONIGA DEL GARDA - L'azienda agricola Turina di Moniga del Garda festeggia la centesima vendemmia con due tra i più importanti premi territoriali: il Trofeo Molmenti e il Gran Priorato del Lugana.
Cento di questi giorni, macché: cento di queste vendemmie. L’azienda agricola Turina di Moniga del Garda festeggia la centesima vendemmia (e soprattutto la centesima vinificazione) della sua storia, a corredo di un’annata memorabile che in questi mesi si è concretizzata con due tra i più importanti premi territoriali: il Trofeo Molmenti e il Gran Priorato del Lugana.
I premi
Il Trofeo Molmenti è intitolato al senatore Pompeo Molmenti, l’ideatore del Chiaretto di Moniga nel lontano 1896: è stato consegnato in occasione di Valtenesi in Rosa, la rassegna erede di Italia in Rosa e oggi la più importante vetrina per il rosé gardesano; il vino premiato è il Valtenesi Fontanamora 2024.
Il Gran Priorato del Lugana, il convivio che ormai dal 1980 elegge il miglior Lugana dell’anno, ha invece consacrato il Lugana Fenil Boi Turina.
Non da meno, nel bilancio di una stagione da ricordare, il traguardo dei Tre Bicchieri Gambero Rosso per il Fontanamora 2023, il Valtenesi Chiaretto prodotto da uve groppello, marzemino, sangiovese e barbera.
Sono vini che abbiamo avuto la fortuna di assaggiare in occasione di una conferenza stampa organizzata dalla cantina Turina nella giornata di giovedì 31 luglio, trovando, in ogni vino, una eleganza, un equilibrio gustativo e una piena definizione stilistica capaci di raccontare con fedeltà il territorio.

La famiglia Turina
La famiglia Turina lavora il vino da 4 generazioni: oggi l’azienda è guidata dai cugini Matteo, Andrea e Marco.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsMa gli albori delle cantine Turina risalgono addirittura alla fine dell’Ottocento: nel 1896 il trisnonno Angelo Turina da Salò giunse a Moniga per lavorare come mezzadro alla corte del senatore Molmenti, colui che codificò il moderno Chiaretto.
Negli anni Venti Luigi Turina già coltivava in proprio dei vigneti di proprietà: riforniva le osterie trasportando le damigiane a bordo di un carro trainato da cavalli, portando i sapori della Valtenesi anche al di fuori dei confini bresciani.
Fino al secondo dopoguerra buona parte della produzione di vino veniva affidata a grandi cantine del territorio a cui i piccoli coltivatori – tra cui i Turina – conferivano le proprie uve per la vinificazione. Nel 1946, annata di grande quantità, le uve dei fratelli Turina non vennero ritirate: Gaudenzio e Angelo, appena ventenni, furono allora costretti ad affittare dei nuovi serbatoi in cemento dai contadini della zona, iniziando a vinificare tutte le proprie uve solo con le proprie forze.
È l’inizio di una grande avventura come vignaioli indipendenti: da lì a poco venne aperta la prima vera cantina dei Turina, in via Magenta a Moniga.
Il vino lo si vendeva sfuso: è nei primi anni Sessanta che inizia la commercializzazione in bottiglia. A metà degli anni Settanta, altra svolta: la sede dell’azienda viene trasferita dal centro storico di Moniga all’entroterra. Alla fine degli anni Ottanta i figli Luigi, Paolo e Dario entrano in azienda portando con sé alcune grandi innovazioni enologiche: nel 1996, alla terza edizione del concorso, le cantine Turina vincono il loro primo Trofeo Molmenti.

La quarta generazione
Ora è tempo della quarta generazione: “Quando si parla di valorizzazione di un territorio si parla innanzitutto di storie di persone – spiegano i cugini Matteo, Andrea e Marco Turina –: vecchie generazioni che hanno tramandato ai giovani della Valtenesi la sapienza nel custodire una cultivar di vite tanto delicata quanto preziosa come il groppello, unico vitigno autoctono del nostro territorio che dà vita da più di 100 anni al nostro vino rosa, simbolo della nostra terra.
Siamo orgogliosi di aver accompagnato l’azienda al simbolico traguardo delle cento vendemmie e delle cento vinificazioni”.

L’azienda
L’azienda si estende per circa 23 ettari suddivisi tra Valtenesi (13) e Lugana (10): la moderna cantina è affacciata sulla Strada provinciale 572, appena fuori paese, ed è stata ristrutturata nel 2020.
La produzione si attesta intorno alle 150mila bottiglie l’anno. Nel tempo in cui il vino rosa della Valtenesi è solo “Valtenesi”, i Turina, da veri chiarettisti etichettano chiaretto fin dai primi anni ’50: l’azienda di Moniga è una delle poche, pochissime a proporre 3 versioni del rosé Valtenesi, a partire dal tradizionale Chiaretto di Moniga proseguendo con il premiato Valtenesi Fontanamora, che prende il nome da un vigneto in località Balosse a Moniga, fino a giungere al Setamora, una sorta di rosé “riserva” a cui spetta anche un passaggio in barrique.
L’uvaggio è condiviso, ma cambiano metodo, tecnica e proporzioni: groppello, barbera, sangiovese e marzemino.

Vocazione Valtenesi
“Siamo chiarettisti da generazioni e da sempre il Chiaretto è il nostro cavallo di battaglia: da più di 70 anni ormai stiamo dedicando le migliori uve alla produzione del nostro vino rosé – raccontano i cugini Turina – ed è per questo che ci siamo specializzati nelle diverse sfumature del rosa.
Tutto comincia dalla viticultura dedicata, ci sono tanti modi per enfatizzare il profilo aromatico di un vino: le cimature in questo o in un altro periodo, la defoliazione in determinati momenti. Possiamo così indirizzare la vite dove vogliamo arrivare: la nostra è una moderna viticoltura di precisione”.
Il Lugana
I Turina coltivano 10 ettari anche in Lugana: “È stato un importante investimento dei nostri genitori, con vigneti di proprietà che gestiamo direttamente noi. Siamo anche luganisti in prima persona”.
Nel carnet Turina il vino Lugana è presente in due versioni: al Lugana “classico” segue il Fenil Boi, dal nome del vigneto, vino prodotto dalle cime di una delle colline più alte della doc Lugana.
Acquistato nei primi anni 2000, il vigneto si compone di un terreno morenico con una piccola presenza di argilla in cui l’uva turbiana esprime le sue più grandi manifestazioni di freschezza e acidità saline.
Cento vendemmie e un’incetta di premi: garanzia di qualità, di tradizione e di futuro.
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