Maltrattamenti in un asilo nido privato di Verona: interdette cinque educatrici

VERONA - Strattoni, schiaffi e umiliazioni ai danni di bambini tra 9 mesi e 3 anni. La struttura sequestrata dai Carabinieri.

Cinque educatrici di un asilo nido privato del centro cittadino veronese sono state raggiunte da un’ordinanza di misura cautelare interdittiva che vieta loro l’esercizio della professione per un anno.

Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio di ieri, 10 febbraio 2026, dai Carabinieri della Compagnia di Verona. Contestualmente, la struttura è stata sottoposta a sequestro probatorio.

Le indagini avviate a dicembre

L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona al termine di una complessa e delicata attività investigativa avviata nel dicembre 2025 dal Nucleo Operativo e Radiomobile e dalla Stazione Carabinieri di Verona Principale.

Le indagini, condotte attraverso attività tecniche, servizi mirati di osservazione e acquisizione documentale, avrebbero fatto emergere un grave quadro di maltrattamenti ai danni di numerosi bambini di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.

Determinanti, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbero state le videoregistrazioni, che avrebbero documentato condotte qualificate come maltrattamenti ai sensi dell’articolo 572 del Codice penale. Tra gli episodi contestati figurano strattonamenti e spintoni, schiaffi, pizzicotti e colpi al volto e al corpo, oltre a minacce e punizioni inflitte mettendo i piccoli in castigo negli angoli della stanza.

 

I maltrattamenti

In alcune circostanze, le educatrici avrebbero afferrato i bambini per il volto stringendolo con le mani, tirato loro le orecchie e sollevato i piccoli per un braccio trascinandoli o facendoli roteare nel lettino afferrandoli per una mano e un piede. Contestati anche episodi in cui i bambini sarebbero stati legati alle seggioline durante il pasto o spostati utilizzando i piedi.

Le immagini avrebbero inoltre documentato comportamenti umilianti, come il lancio dei giocattoli o dei peluche che i bambini tenevano in mano, poi restituiti scagliandoli contro di loro. In un caso, una seggiolina sarebbe stata lanciata contro un muro dopo aver rimproverato una bambina, alla quale sarebbe stato poi imposto con forza il ciuccio e un peluche tra le braccia.

Particolarmente grave l’episodio in cui una bambina sarebbe stata fatta dormire in uno sgabuzzino buio, su un materassino appoggiato a terra, lasciata sola con della musica.

Violazioni alle norme di igiene

Le indagini avrebbero inoltre rilevato ripetute violazioni delle basilari norme igieniche: bambini lasciati sporchi dopo essere andati in bagno, pannolini cambiati sul pavimento nonostante la presenza di un fasciatoio, utilizzo di cucchiai precedentemente messi in bocca dalle stesse educatrici, materassini calpestati con le scarpe e lenzuola gettate a terra. In un’occasione, un ciuccio caduto sul pavimento del bagno sarebbe stato raccolto e rimesso a disposizione dei piccoli senza essere lavato.

Struttura sotto sequestro

Parallelamente all’esecuzione delle misure personali, la polizia giudiziaria – con il supporto del NAS dei Carabinieri di Padova – ha dato corso al sequestro dell’immobile su decreto della Procura. Il provvedimento è stato disposto con la duplice finalità di interrompere immediatamente le condotte contestate e di preservare lo stato dei luoghi per consentire ulteriori accertamenti.

La Procura della Repubblica e l’Arma dei Carabinieri hanno dichiarato la propria disponibilità nei confronti dei genitori, comprensibilmente preoccupati, che intendano fornire elementi utili alle indagini.

Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’applicazione della misura interdittiva non costituisce elemento sufficiente per affermare la responsabilità penale delle indagate, che dovrà essere eventualmente accertata nel corso del processo.

 

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