L’afa pesa sulle imprese bresciane: Confesercenti stima un impatto fino a 250 milioni l’anno

BRESCIA - Caldo estremo, Confesercenti Lombardia Orientale: «L’afa è un costo anche per le imprese bresciane. impatto potenziale fino a 250 milioni di euro l’anno». Quaresmini: «Il cambiamento climatico è ormai una variabile economica strutturale. Servono investimenti e città più resilienti».

Il caldo estremo non rappresenta più soltanto un’emergenza sanitaria e ambientale, ma un fattore che incide in modo sempre più significativo sulla competitività delle imprese.

Per la sola provincia di Brescia si stima che l’impatto economico dell’afa possa raggiungere fino a 250 milioni di euro all’anno, considerando l’aumento dei costi energetici, gli investimenti necessari per la climatizzazione e l’efficientamento degli immobili, la riduzione della produttività nelle giornate più calde e il calo dei consumi nei settori maggiormente esposti.

Una pressione che interessa in particolare il commercio di vicinato, i pubblici esercizi, i mercati e tutte quelle attività che vivono della presenza fisica dei clienti. Le micro e piccole imprese sono chiamate a mantenere climatizzati i locali per un numero crescente di ore, sostenendo costi energetici più elevati e investimenti ormai indispensabili per garantire condizioni adeguate a lavoratori e consumatori.

 

Quaresmini: “Le imprese devono confrontarsi col cambiamento climatico”

Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale e di Confesercenti Lombardia: «Il cambiamento climatico è ormai diventato una variabile economica strutturale con cui le imprese devono confrontarsi ogni giorno. Le micro e piccole attività del commercio, del turismo e dei servizi stanno sostenendo costi sempre più elevati per garantire ambienti confortevoli a clienti e lavoratori, mentre registrano una riduzione della frequentazione nelle ore più calde della giornata».

«Lo vediamo chiaramente anche nel territorio bresciano: nei centri storici e nelle vie commerciali l’afa riduce il passaggio delle persone e, di conseguenza, gli ingressi nei negozi e nei pubblici esercizi. Allo stesso tempo aumentano le spese per mantenere climatizzati i locali. È una doppia pressione che incide soprattutto sulle attività di vicinato, già alle prese con l’aumento dei costi, la concorrenza dell’e-commerce e una domanda sempre più instabile».

«È una sfida che non può essere lasciata esclusivamente sulle spalle delle imprese. Occorrono politiche di sostegno agli investimenti per l’efficientamento energetico, incentivi realmente accessibili e una rigenerazione urbana capace di rendere le città e i centri storici più vivibili. Brescia è una provincia fatta di città, laghi, montagne e località turistiche: ogni area affronta effetti differenti, ma il denominatore comune è l’impatto ormai diretto del clima sulla competitività del sistema economico».

 

Gli effetti del caldo sulle dinamiche dei consumi

L’effetto delle temperature elevate è evidente anche nelle dinamiche dei consumi. Nelle ore centrali della giornata le vie commerciali tendono a svuotarsi, mentre gli spostamenti si concentrano verso ambienti climatizzati o nelle fasce serali. A risentirne maggiormente sono i negozi di vicinato, i mercati all’aperto, la ristorazione e le attività che dispongono di dehors e spazi esterni.

Andrea Mattia Maggioni, vicepresidente di Confesercenti Lombardia Orientale e presidente regionale di AssoTurismo Confesercenti: «Per il turismo bresciano non registriamo una diminuzione dell’attrattività della destinazione, che continua a mantenere numeri importanti anche nei mesi estivi. Ciò che osserviamo è invece un cambiamento nelle abitudini dei visitatori e dei consumatori».

«Nelle giornate di caldo intenso si modificano gli orari di frequentazione delle attività commerciali e dei pubblici esercizi: le ore centrali risultano significativamente meno dinamiche e l’afflusso serale non riesce a compensare il mancato incasso delle ore precedenti, determinando un saldo negativo. Allo stesso tempo, gli operatori devono sostenere costi sempre più elevati, anche a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, per garantire locali climatizzati e un servizio di qualità. Sono aspetti che incidono direttamente sui margini delle imprese e che meritano attenzione».

Per Confesercenti Lombardia Orientale il cambiamento climatico rappresenta dunque una sfida economica permanente, che richiede interventi strutturali e una strategia condivisa. Sostenere gli investimenti per l’efficientamento energetico, accompagnare le imprese nella transizione e ripensare gli spazi urbani significa tutelare la competitività delle attività economiche e rendere le città più resilienti, vivibili e attrattive durante tutto l’anno.

I commenti sono chiusi.