Serious games: l’amore, l’arte, la fede

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ARCO – Cinemamore, la rassegna promossa dalla Provincia di Trento anche quest’anno fa tappa ad Arco: giovedì 24 settembre a Palazzo dei Panni a partire dalle ore 20.30 «Serious games: l’amore, l’arte, la fede».

L’evento consiste nella proiezione di «Getting serious» di Matan Golomb (Israele, 2013, 18 minuti), «Les hommes de la préhistoire: homo sapiens, l’artiste» di Agnès Molia e Antoine Laugier (Francia, 2013, 26 minuti) e «Tashi and the monk» di Andrew Hinton e Johnny Burke (India, 2014, 39 minuti; foto sopra). Ingresso libero.

Anche quest’anno Arco partecipa all’iniziativa intesa a promuovere e valorizzare la ricchezza e la varietà dei materiali cinematografici dal mondo che negli anni sono confluiti negli archivi dei tre festival: film e documentari, altrimenti visibili prevalentemente in occasione dei tre festival e in gran parte non rintracciabili sui circuiti commerciali, per favorire la più ampia fruizione di un ricco patrimonio cinematografico e culturale.

Getting serious

Dall’archivio del Religion Today Film Festival: Un giovane ebreo ortodosso moderno chiede un appuntamento a una ragazza molto più religiosa di lui. Scopre presto di provare dei sentimenti forti nei suoi confronti. Per fare buona impressione, finge di essere molto più osservante di quanto non sia veramente. Ma presto o tardi dovrà dirle la verità.

Les hommes de la préhistoire: homo sapiens, l’artiste

Dall’archivio della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico: Dal suo arrivo in Europa e in Francia, l’Homo sapiens ha dimostrato di essere un artista. Nelle grotte, sulle pietre, nella terra, ha inciso, dipinto, scolpito delle opere d’arte che non finiscono mai di abbagliare e di interrogare i ricercatori. Fin dal Paleolitico è riuscito a dare l’illusione della profondità e del movimento. Ha rappresentato animali, che cacciava ma anche che adorava, e talvolta figure antropomorfe, testimonianza di un’umanità lontana ma di cui ancora conserviamo i tratti. Ha sfruttato i rilievi naturali delle cavità pur di dare alle figure maggior verosimiglianza. Statuette femminili, propulsori decorati, pitture parietali, strumenti musicali in osso: l’homo sapiens è un artista a tutto tondo.

Tashi and the monk

Dall’archivio del Trento Film Festival: In una remota località di montagna, il Monaco buddista Lobsang sta conducendo un coraggioso esperimento sociale. Dopo aver seguito gli insegnamenti del Dalai Lama negli Stati Uniti, Lobsang abbandona tutto per creare una comunità unica nel suo genere alle pendici dell’Himalaya, dove accoglie orfani e bambini in difficoltà cercando di salvarli e dar loro una vita dignitosa in una dimensione familiare. L’ultima arrivata a Jhamtse Gatsal (questo il nome della comunità che in tibetano significa “Giardino dell’amore e della compassione”) è la piccola Tashi, di cinque anni. Orfana di madre, abbandonata dal padre alcolizzato, Tashi lotta in continuazione con gli altri e con se stessa per trovare il suo posto tra gli 84 giovani ospiti. Riuscirà la comunità di amore e compassione che Lobsang ha creato a far superare a Tashi il senso di alienazione che prova e a trasformarlo nella capacità di accogliere e donare la propria amicizia?

Info: http://cinematrentino.blogspot.it

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