A teatro con Zanzanù, il temibile bandito del lago

TIGNALE - Spettacolo per i 400 anni dell’ex-voto di Montecastello questa sera, sabato 18. Un appassionante spettacolo teatrale ripercorre le controverse vicende che portarono il giovane Giovanni Beatrice a diventare il temibile bandito Zanzanù.

Nel 1618, il pittore Giovanni Andrea Bertanza consegnò alla Comunità di Tignale un maestoso ex-voto: conservato ancor oggi presso il santuario di Montecastello, il dipinto ripercorre le ultime ore di vita del celeberrimo bandito Zanzanù, ucciso a Tignale il 17 agosto 1617 al culmine di una sanguinosa battaglia.

I quattrocento anni dell’ex-voto di Montecastello (1618-2018) saranno salutati da una duplice iniziativa, organizzata dal Comune di Tignale in collaborazione con L’Archibugio Compagnia Teatrale.

Ieri c’è stata una passeggiata guidata sui luoghi della battaglia e questa sera, sabato 18 agosto alle 21.15, appuntamento con la storia e con gli attori de L’Archibugio Compagnia Teatrale presso il Santuario di Montecastello di Tignale.

In un appassionante spettacolo teatrale, gli attori de L’Archibugio ripercorreranno le controverse vicende che portarono il giovane Giovanni Beatrice a diventare il temibile bandito Zanzanù.

Con ben undici attori in scena, «Zanzanù, il bandito del Lago» è un racconto epico, raccontato da un narratore d’eccezione: il pittore Giovanni Andrea Bertanza.

Spettacolo a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Dalle ore 20.45 sarà disponibile un bus navetta per il santuario di Montecastello con partenza dalla località S. Libera.

Particolare del quadro raffigurante la battaglia in cui fu ucciso il bandito Zanzanù.

 

Giovanni Beatrice (alias Zanzanù) è una figura entrata da secoli nell’immaginario folklorico gardesano: con il sostegno del Comune di Tignale e sulla scorta dei numerosi saggi pubblicati dallo storico Claudio Povolo (Università Ca’ Foscari – Venezia), la Compagnia L’Archibugio è impegnata da anni in un progetto di riscoperta della dimensione storica e umana del bandito che per più di quindici anni tenne in scacco la Repubblica di Venezia.

Così Giovanni Florio, regista de L’Archibugio Compagnia Teatrale: «A otto anni dal debutto del nostro primo spettacolo dedicato a Zanzanù, la sua storia continua ad affascinarci e ad affascinare il pubblico. C’è una dimensione epica in questa vicenda realmente accaduta che non può non stupire: nostro obiettivo è quello di farla rivivere attraverso il linguaggio teatrale». Da questo punto di vista lo spettacolo si pone idealmente in continuità con l’opera di narrazione iniziata nel 1618 dal pittore Giovanni Andrea Bertanza, autore del maestoso ex-voto conservato presso il Santuario tignalese di Montecastello e raffigurante la feroce battaglia che avrebbe portato alla cattura e all’uccisione del bandito.

santuario montecastello
Il santuario di Montecastello, a Tignale.

 

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